I genitori di Giulio Regeni «Ci sentiamo in tensione dal 27 gennaio»

In un'intervista rilasciata a il Piccolo, la famiglia del ricercatore ucciso continua a cercare verità e giustizia per il proprio figlio

Hanno rivelato di essere sempre in tensione da quel 27 gennaio, giorno in cui era stata data notizia della scomparsa di Giulio Regeni: a parlare, in un'intervista rilasciata a Il Piccolo, i genitori del ricercatore di Fiumicello ucciso in Egitto. Una famiglia che non si arrende poiché la tensione è «alla ricerca della verità. E della giustizia».
I genitori di Giulio osservano ancora come il figlio non avesse manifestato disagi e fosse contento di essere al Cairo «anche se sapeva che la ricerca era particolarmente impegnativa».

Poi un plauso ai giovani che hanno mostrato sensibilità sulla vicenda a ricerca della verità: ragazzi che si «sentono coinvolti come generazione e negli ideali di democrazia violati».

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Intanto a Udine, nella zona di Borgo Stazione, è apparso un altro striscione scritto in lingua friulana «Justizie par Giulio Regeni, orgoi dal Friûl» (giustizia per Giulio Regeni, orgoglio del Friuli), sistemato sul balcone presidenziale del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl".

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