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Covid: il virus non si ferma, il Governo pensa a misure ancora più restrittive

Il governo Draghi verso il lockdown soft entro venerdì 12 marzo: super zona rossa in tutta Italia, scuole e luoghi di assembramento chiusi e anticipo del coprifuoco

Se questa settimana tornano a salire i contagi il Dpcm 2 marzo diventa già vecchio: c'è in ballo una stretta per fermare la diffusione delle varianti e la terza ondata dell'epidemia di coronavirus e la decisione potrebbe essere presa entro il 12 marzo. Ci sono cinque opzioni sul tavolo: l'ultima è il lockdown totale. 

La decisione

Il governo Draghi è a un bivio nell'emergenza coronavirus. Il nuovo Dpcm del 2 marzo entrato in vigore sabato 6 forse è già vecchio: c'è bisogno di una nuova stretta per fermare la crescita dei contagi scatenata dalla terza ondata dell'epidemia di Sars-CoV-2, che potrebbe arrivare già a partire da venerdì 12 marzo con regole valide per lunedì 15. Nuove regole per le zone rosse e arancione scuro e anticipo del coprifuoco insieme al lockdown totale per almeno tre settimane sono le principali opzioni per l'esecutivo. Che però è diviso al suo interno tra rigoristi e aperturisti. Mentre 25 milioni di cittadini si trovano in semi-lockdown e un sondaggio dice che il 44% degli italiani vuole un lockdown duro ma limitato nel tempo.

Le chiusure

Il governo Draghi verso il lockdown soft entro venerdì: super zona rossa in tutta Italia, scuole chiuse e anticipo del coprifuoco. Mario Draghi ha sul tavolo il verbale del Comitato Tecnico Scientifico dopo l'incontro di venerdì con il governo in cui i tecnici mettono nero su bianco che consigliano “la riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità” e “analogamente a quanto avviene in altri paesi europeiil rafforzamento delle misure su tutto il territorio nazionale. Il Cts ricorda anche che chiudere le scuole quando l'incidenza supera i 250 casi ogni 100mila abitanti a settimana non basta: bisogna imporre una serrata anche ad altri servizi, compresi i centri commerciali e i luoghi di assembramento.

Le varianti

Mentre proprio ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto chiaro che esclude il lockdown uniforme perché c'è una certa differenza nella diffusione dell'epidemia nei territori, ma anche che con le varianti ritiene che sia necessaria una stretta. "C'è un fatto nuovo che sono le varianti, secondo l'Iss la variante inglese riesce a diffondersi con una maggiore velocità del 35-40% rispetto al ceppo originario. Almeno il 54% dei casi che riscontriamo in Italia è dovuto a questa variante e questo lo vediamo dalla curva che è risalita". Il ministro ha pronosticato più zone rosse dalla prossima settimana: "Noi monitoriamo la curva e verificheremo quali misure siano più adeguate, io mi aspetto che le varianti abbiano un impatto e che che altre regioni vadano verso il rosso".

Le opzioni

Le opzioni sul tavolo del governo sono cinque: un lockdown totale con zona rossa nazionale per tre o quattro settimane; una zona arancione scuro o rafforzata nazionale per un mese; una zona rossa solo nel week end; una zona arancione nel week end; un coprifuoco anticipato alle 19 o alle 20 su tutto il territorio nazionale.
Il Report #42 del monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero ha messo nero su bianco la settimana scorsa che: si conferma per la quinta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio; le Regioni/PPAA sono invitate ad adottare, indipendentemente dai valori di incidenza, il livello di mitigazione massimo a scopo di contenimento; è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Ovvero, anche il report della Cabina di Regia chiede “le misure di mitigazione massime”, ovvero la zona rossa nelle regioni.

I vaccini

Se dovesse essere necessario un lockdown per vaccinare più in fretta uno dei ragionamenti verte sul lasciare fuori dalle restrizioni alcune Regioni con tassi di contagio da zona bianca. Anche di questo si discuterà nella riunione straordinaria che si terrà oggi tra i ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, il capo del Cts Agostino Miozzo e il commissario per l’emergenza, Giuseppe Figliuolo.

Al termine della riunione il presidente Draghi farà un punto con la cabina di regia di maggioranza per decidere il da farsi.L'ipotesi ricorda molto quella circolata già ai tempi del governo Conte e che prevedeva cento giorni di zona rossa per chiudere l'emergenza e vaccinare in tranquillità. L'ipotesi è di "un rosso globale per tre settimane. Per velocizzare le procedure, per precettare il maggior numero di vaccinatori". Anche perché pure le scuole sono rimaste chiuse durante la campagna di vaccinazione perché gli insegnanti lamentavano gli effetti collaterali del vaccino. 

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