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Scienziata udinese sbaraglia la concorrenza per una prestigiosa borsa di studio nazionale

La 33enne Elisa Pellegrini tra le sei premiate alla diciannovesima edizione italiana del premio Per le Donne e la Scienza

Sono sei le giovani ricercatrici under 35 che hanno vinto una borsa di studio di 20 mila euro nell’edizione italiana del premio L’Oréal-Unesco denominato Per le Donne e la Scienza. Tra queste spicca l'udinese Elisa Pellegrini che l'ha spuntata su ben 320 candidature provenienti da tutta Italia. La giuria, composta da un panel di illustri professori universitari ed esperti scientifici italiani e presieduta dalla professoressa Lucia Votano, dirigente di ricerca emerita dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dopo un’attenta valutazione ha selezionato le sei ricercatrici più meritevoli per i loro progetti nel campo delle STEM. Un riconoscimento sulla base dell’eccellenza dei loro progetti nei campi delle scienze della vita e della materia. 

La ricerca

La giovane ricercatrice friulana ha presentato un progetto dal titolo Moria dei canneti e cambiamento climatico: dov’è il collegamento?, sotto l'egida del dipartimento agro-alimentare, ambientale e animale dell’Università di Udine - laboratorio di biochimica del suolo.

I canneti, vegetazione tipica delle foci dei fiumi, sono stati definiti ottimi indicatori del cambiamento climatico. Sono particolarmente sensibili all'innalzamento del mare all'aumento della salinità. In tutti il mondo , i canneti stanno deperendo e nessuna azione è stata intrapresa per salvaguardare questo ecosistema. Elisa Pellegrini vuole analizzare le possibili cause della moria reed die- back dei canneti, studiando i complessi processi di interazione tra pianta e suolo. L'obiettivo è valutare l'effetto dei cambiamenti climatici sulle piante analizzando le proprietà del suolo e la presenza di placche di ferro sulle radici dele piante.

Biografia

Elisa Pellegrini, 33 anni, si è laureata con il massimo dei voti in Scienze Ambientali presso l'Università di Udine. Nel 2017 ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca specializzandosi nelle studio delle interazione pianta-suolo in ambienti sommersi. Ha continuato attività di ricerca in Italia e all'estero, ottenendo nel 2019 la prestigiosa borsa di ricerca Marie Sklodowska- Curie, lavorando presso l'Università di Copenaghen.

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