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Coronavirus, 864 contagi e 35 morti, Riccardi: "Il nostro Rt è in calo"

Il vice presidente: "Usciamo da questa settimana con la conferma da parte del Governo delle condizioni che collocano ancora il Friuli Venezia Giulia in zona arancione. Anzi, gli indicatori ci segnalano che, pur in una situazione di preoccupazione che non va nascosta, il nostro Rt tende a calare in modo significativo"

Oggi in Friuli Venezia Giulia sono stati rilevati 864 nuovi contagi (l'11,86 per cento dei 7.284 tamponi eseguiti) e 35 decessi da Covid-19. Le persone risultate positive al virus in regione dall'inizio della pandemia ammontano in tutto a 27.963, di cui: 6.693 a Trieste (più 124), 12.111 a Udine (più 372), 5.309 a Pordenone (più 175) e 3.513 a Gorizia (più 190), alle quali si aggiungono 337 persone da fuori regione. I casi attuali di infezione risultano essere 14.594. Rimangono stabili a 55 i pazienti in cura in terapia intensiva e scendono a 594 i ricoverati in altri reparti. I decessi complessivamente ammontano a 776, con la seguente suddivisione territoriale: 297 a Trieste, 280 a Udine, 170 a Pordenone e 29 a Gorizia. I totalmente guariti sono 12.593, i clinicamente guariti 339 e le persone in isolamento 13.606.

Riccardi

"Usciamo da questa settimana con la conferma da parte del Governo delle condizioni che collocano ancora il Friuli Venezia Giulia in zona arancione. Anzi, gli indicatori ci segnalano che, pur in una situazione di preoccupazione che non va nascosta, il nostro Rt tende a calare in modo significativo". Lo ha affermato il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, nel corso della seduta odierna della III Commissione. "Senza fare polemiche di qualsiasi genere è bene chiarire che i dati resi noti da altre organizzazioni elaborati recentemente presentavano un problema di fondo. Erano stati caricati infatti i valori riguardanti i flussi delle positività elaborate dai laboratori privati tenendo conto solo dei numeri dei positivi: c'era il numeratore e non il denominatore, determinando così un aumento importante di quel parametro. Un problema certificato dalle anticipazioni fatte oggi dal Governo sulla situazione della nostra regione". "In questo momento è fondamentale mantenere la massima lucidità per affrontare con grande impegno e determinazione le diverse situazioni di criticità. In una fase di emergenza come quella che stiamo vivendo – ha sottolineato il vicegovernatore – tutti dovrebbero farsi un esame di coscienza prima di fare affermazioni avventate". 

Governo

"Il Friuli Venezia Giulia, infatti, sta dialogando quotidianamente con l'Esecutivo nazionale che, con il nuovo Dpcm, dovrà prendere decisioni importanti su temi molto complessi, a partire dalle scuole. Dobbiamo avere la ragionevole certezza – ha precisato Riccardi - che ci siano le condizioni affinché gli istituti scolastici possano riaprire in modo definitivo".

Montagna

"C'è poi il tema riguardante la montagna che non riguarda solo gli impianti da sci. Certamente vanno evitate le situazioni troppo disinvolte avvenute alla fine della prima fase della pandemia e che ci hanno portato nelle condizioni attuali. Se però il Governo pare orientato a tenere chiusi gli impianti, non possiamo certo dimenticare che le strutture sciistiche dei Paesi confinanti resteranno operative. Stando così le cose, per proteggere la nostra regione - ha proposto il vicegovernatore - andrebbe prevista la chiusura dei confini o l'obbligatorietà di quarantena per chi rientra da Slovenia e Austria". "Infine c'è la somministrazione delle vaccinazioni Covid-19, un'operazione mai fatta prima. Intanto le campagne di test rapidi che stiamo effettuando in alcuni comuni stanno procedendo positivamente e al termine le valuteremo nei particolari".

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