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Il sindaco di Palmanova chiede un piano di salvataggio per la città stellata

Dopo i recenti crolli il primo cittadino, Francesco Martines, chiede alla politica un incontro per condividere un piano di azione a salvaguardia della fortezza veneziana

La difficile situazione di degrado della città stellata di Palmanova è ormai nota a tutti. I recenti crolli sia alla cinta fortificata secentesca, sia al sistema difensivo delle caserme e strutture militari venete e napoleoniche, testimoniati dalla grande attenzione dei media, dalla preoccupazione dell’intera cittadinanza e dalla sensibilità della politica a più livelli, dimostrano una crescente attenzione al problema. A questa attenzione deve ora dare seguito la politica attiva, cogliendo l’evidente necessità di un confronto urgente su un piano di salvataggio condiviso della città stellata, pena la scomparsa di un sistema urbanistico e  militare unico al Mondo e di un’urbanistica rinascimentale che non ha eguali e che rappresenta la più importante e “leggibile” testimonianza del rinascimento italiano e della “città ideale” e per questo candidata a patrimonio Unesco”.

Con queste parole il Sindaco di Palmanova Francesco Martines si rivolge alla Presidente della Regione Debora Serracchiani, all’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti, alla deputata europea Isabella de Monte, ai deputati e senatori eletti in Friuli Venezia Giulia, al Presidente del Consiglio regionale e a tutti i capigruppo regionali, nonché al Presidente della Commissione paritetica Stato – Regione Ivano Strizzolo e al Presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini per invitarli al primo incontro su Palmanova convocato per domenica 14 dicembre alle 10 in municipio. Alla riunione sono stati invitati anche tutti i consiglieri comunali di Palmanova.

L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di coinvolgere tutti i livelli amministrativi e politici, per condividere un’azione politica a salvaguardia della città stellata. “Ringrazio tutti coloro che finora hanno dimostrato attenzione alla situazione di criticità in cui la città si trova e che ne ha messo a nudo l’estrema fragilità. Ora però non possiamo fermarci ai gridi d’allarme e alle pagine dei giornali, che hanno il merito di tenere alta l’attenzione su un bene mondiale, tutto questo deve tramutare in un piano operativo di salvaguardia pluriennale, altrimenti la città unica al mondo in pochi anni sarà solo un ricordo”.

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