«In estate le piazze della città sono state solo il teatro dello spritz e non della cultura»

L'ex assessore comunale alla cultura Federico Pirone esprime la sua preoccupazione e le sue perplessità dopo la notizia dello spostamento online della Notte dei Lettori

Un'immagine di Mercatovecchio durante una sera d'estate

L'ultimo Dpcm ha creato, inevitambilmente, più di qualche disagio in diversi settori: è delle ultime ore la notizia che la settima edizione della Notte dei lettori è stata interamente spostata in modalità online. Ad esternare qualche perpessità l'ex assessore comunale alla cultura Federico Pirone.

Il programma online della Notte dei Lettori

«La "Notte dei lettori" spostata on line. Decisione - è stato detto dal Comune - inevitabile dopo l'ultimo Dpcm. Forse l'edizione 2020 si poteva salvare, rilanciandola sotto forma di spettacolo, tutelato nel Dpcm a differenza degli incontri e dei convegni: sarebbe stato un forte segnale».

Per il consigliere comunale di Progetto Innovare, però, il problema di oggi poteva essere risolto a monte, anticipando i tempi. Anzi, rispettando quelli che la "Notte dei lettori" ha sempre avuto negli ultimi sei anni. «Rimane incomprensibile il motivo per cui un evento tra i più importanti e attesi dal pubblico sia stato relegato dal Comune a fine ottobre (quindi nella prevedibile seconda ondata) e non si sia trovato uno straccio di data prima, durante l'estate, per organizzarlo all'aperto e salvare l'edizione di quest'anno: perché si è fatto in modo che le piazze della città fossero solo il teatro dello spritz».

La situazione degli operatori dello spettacolo

Pirone pone l'accento sulla situazione difficile che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori della cultura e dello spettacolo dal vivo. «La situazione della "Notte dei Lettori" non può che provocare un grandissimo dispiacere, è una delle ennesime rinunce che gli operatori in primis e anche noi come pubblico stiamo facendo a causa delle forti difficoltà che il mondo delle realtà culturali e di chi lavora con esse sta subendo da diversi mesi. È fondamentale che le amministrazioni locali abbiano chiare le priorità di questo momento storico, abbiano capacità per programmare e sappiano fare l'impossibile per salvare questo mondo, per tenerlo vivo. La decisione di oggi pesa, da questo punto di vista, come un macigno».
«Ci sono centinaia di precari nella nostra città e nella nostra regione che non stanno lavorando o lavorano poco e attendono anche i risultati di un tavolo regionale sul lavoro: che fine ha fatto questo tavolo promesso dall'assessore Cigolot, al di là di qualche pacca sulla spalla? Il Comune e la Regione si limiteranno ad applicare i Dpcm o hanno qualche strategia per sostenere e mantenere vivo questo mondo?».

La replica del Comune

A rispondere ai quesiti di Pirone è direttamente l'assessore alla cultura Fabrizio Cigolot. «Rispetto alla decisione di non fare la manifestazione in estate, è una valutazione che hanno fatto gli organizzatori: questo sembrava il periodo di migliore. Certamente l'iniziativa poteva essere fatta anche d'estate: io speravo di farla a fine settembre, subito dopo Friuli Doc, perché a luglio e agosto non sembrava il periodo più consono, anche per le librerie», ci racconta. 

«Noi siamo dispiaciuti che l'iniziativa si sia dovuta rivedere, anche a fronte del grande sforzo degli organizzatori. Diciamo che facendolo  online diamo la possibilità a più persone di assistere agli incontri», continua Cigolot che si sofferma anche sulla situazione dei lavoratori dello spettacolo. «Per dare sostegno alle maestranze abbiamo fatto di tutto e di più, Udine ha aperto le sue porte a tutti gli eventi che sono stati proposti, più di così non sappiamo davvero cosa da fare», chiude Cigolot

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