Regeni, domani la salma a Roma. "Il Manifesto" pubblica il suo pezzo contro la volontà dei genitori

Il pezzo sul quotidiano nazionale analizza la complicata situazione dei lavoratori nel paese nordafricano. Evidenti i segni di tortura e di una morte lenta sul corpo del giovane

Arriverà domani a Roma, verso le 13, il corpo di Giulio Regeni. Le spoglie del giovane ricercatore di Fiumicello nel pomeriggio saranno portate presso l'Istituto di medicina legale della capitale. Qui un collegio di esperti (tra cui un tossicologo) - presieduto dal professor Vittorio Fineschi - procederanno all'autopsia. 

LE INDAGINI IN ITALIA. Del caso si occuperà la Procura di Roma per mano del Pm Sergio Colaiocco, che è già in contatto con la Procura generale del Cairo. Le indagini sono state affidate a Sco della Polizia e Ros dei carabinieri, mentre al momento è stato aperto un fascicolo "contro ignoti" per omicidio, senza ipotizzare il movente legato al terrorismo. 

I GENITORI. «Ti dico grazie, con il cuore spezzato». Così, invece, la mamma di Giulio - Paola Deffendi - che si trova ancora al Cairo con il marito, ha risposto a un messaggio di condoglianze arrivato da un amico della Bassa Friulana. 

IL MANIFESTO. Comincia con un allarme sulla libertà di stampa nell'Egitto del presidente Al Sisi l'ultimo contributo di Giulio Regeni, pubblicato da Il Manifesto oggi, per la prima volta con il suo nome. Perché il giovane ricercatore italiano, ucciso al Cairo e con ogni probabilità torturato prima di morire, «temeva per la sua incolumità», come ribadisce Tommaso di Francesco in prima pagina, e quando inviava dei materiali, chiedeva l'uso di uno pseudonimo. 

L’ARTICOLO. «Al-Sisi ha ottenuto il controllo del parlamento con il più alto numero di poliziotti e militari della storia del Paese mentre l' Egitto è in coda a tutta le classifiche mondiali per rispetto della libertà di stampa», scrive Regeni, che racconta la 'resistenza' dei sindacati indipendenti e in particolare un incontro presso il Centro Servizi per i Lavoratori e i Sindacati (Ctuws), tra i punti di riferimento del sindacalismo indipendente egiziano. Il Manifesto ha deciso di pubblicare l'articolo, malgrado la famiglia di Regeni fosse contraria. Lo ha fatto, spiega il giornale, per testimoniare «sulla morte violenta» del giovane, «di fronte alle troppe reticenze ufficiose e ufficiali e alle gravi contraddizioni delle prime indagini tra la procura egiziana che conferma torture indicibili e il ministero degli interni del Cairo che le smentisce». Ieri intanto le autorità italiane hanno chiesto una indagine congiunta ed esortato un veloce rimpatrio della salma, su cui sono stati ritrovati evidenti segni di tortura e prove di una «morte lenta», come trapelato dopo i primi tentativi del Cairo di promuovere l'improbabile pista di un incidente stradale o di un omicidio a sfondo sessuale. 

LE REAZIONI IN FRIULI. La notizia che la salma sarà a Roma già domani è stata accolta con sorpresa a Fiumicello. L'amministrazione comunale ha confermato quanto annunciato ieri, cioè che per domenica pomeriggio è stata organizzata una fiaccolata in memoria di Giulio. Una mobilitazione in tal senso è già cominciata nelle scuole per sensibilizzare allievi e studenti a partecipare, spiegando loro il significato dell'iniziativa. Nessuno però si aspettava che i tempi burocratici sarebbero stati così celeri e dunque al Comune dovranno ora organizzare una accoglienza per il rientro della famiglia. Le notizie sono ancora frammentarie, alcuni componenti della Giunta comunale hanno espresso sorpresa. Orientativamente, se domani pomeriggio arriverà la salma a Roma, che dovrà anche essere sottoposta agli esami autoptici, è presumibile che non venga trasferita a Fiumicello prima di domenica o anche lunedì. E con essa probabilmente anche i genitori, Claudio e Paola. Da loro non sarebbero giunti messaggi a Fiumicello nelle ultime ore.

GLI INVESTIGATORI ITALIANI AL CAIRO. Oggi nella capitale egiziana deve arrivare un team di inquirenti italiani. Al telefono con il premier Matteo Renzi, il presidente egiziano ha promesso «ogni sforzo» per arrivare a far luce sulla terribile vicenda.

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