Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Rischio zona rossa in tutta Italia: il pericolo delle varianti del coronavirus

Il ceppo inglese è più contagioso, quelli isolati in Brasile e Sud Africa si sono dimostrati più abili nell’eludere gli anticorpi: diversi focolai in Italia

La grande incognita lungo la strada che dovrebbe portarci a raggiungere l’immunità di gregge e dire addio alla pandemia è rappresentata dalle temute varianti del coronavirus (Brasile, Sudafrica e Regno Unito), che si stanno diffondendo anche nel nostro Paese e che potrebbero costringere il nuovo esecutivo a cambiare in corsa la strategia messa in campo per contenere il virus. In altre parole, se i ceppi provenienti da dovessero diventare predominanti, la scelta di un nuovo lockdown nazionale potrebbe diventare obbligata.

I focolai di variante inglese e brasiliana 

In Umbria nei giorni scorsi sono stati identificati 18 casi di variante inglese del virus Sars-Cov-2, 12 di quella brasiliana. Altri casi di variante inglese sono stato documentati tra Chieti e Pescara. La situazione più delicata riguarda l'Umbria, dove è stata disposta la zona rossa 'rafforzata' per tutti i comuni della provincia di Perugia e sei della provincia di Terni. In Abruzzo, in via precauzionale, il presidente della Regione Marco Marsilio, ha firmato un’ordinanza che impone “l’attivazione della didattica a distanza per 14 giorni, con decorrenza dall’8 febbraio, nelle scuole secondarie di secondo grado, su tutto il territorio regionale. E ancora: altri casi di variante inglese sono stati documentati in alcune scuole delle Marche.

La pericolosità delle varianti

Nel caso della variante inglese, a mettere in allarme gli esperti è soprattutto l’elevata contagiosità del ceppo che nel giro di soli due mesi è diventato dominante nel Regno Unito facendo esplodere i contagi e le vittime. Secondo virologi ed epidemiologi questa variante ha un tasso di contagiosità più elevato, ma non è ancora chiaro se sia causa di una letalità maggiore. Il motivo è che ha un numero insolitamente elevato di mutazioni con 10 cambiamenti di amminoacidi nella proteina spike. La buona notizia è che contro questa variante i vaccini ad oggi in commercio hanno dimostrato una buona efficacia. La notizia cattiva è che alcuni test condotti su alcuni campioni hanno mostrato una mutazione (battezzata E484k) già osservata nelle varianti che hanno avuto origine in Brasile e Sudafrica. Per ora si tratta di pochi casi, ma la circostanza è preoccupante: i ceppi isolati in Sudafrica e in Brasile si sono dimostrati più abili nell’eludere gli anticorpi e dunque potrebbero inficiare anche l’efficacia dei vaccini.

Secondo quanto annunciato da AstraZeneca, un nuovo vaccino in grado di proteggere anche contro la variante sudafricana potrebbe essere pronto per l'autunno. Dopo i risultati della sperimentazione, il governo sudafricano ha dunque sospeso l’uso del vaccino AstraZeneca, puntando solo sui vaccini Johnson & Johnson e Pfizer-BioNTech. Per quanto riguarda il farmaco J&J - che ricordiamo richiede una sola iniezione contro le due comunemente richieste dagli altri vaccini - nei trial di fase 3 ha mostrato un’effiacia del 72% negli Stati Uniti e del 57% in Sud Africa, tanto che secondo l’azienda è risultato essere efficace contro le varianti sudafricana e brasiliana del virus SarsCov2. Va da sé però che anche in questo caso con la nuova variante il farmaco si è mostrato meno potente. Secondo l’istituto superiore di sanità, in generale i vaccini contro il coronavirus potrebbero essere meno efficaci per la variante sudafricana e brasiliana del covid.

L'allarme

"La tendenza dell'epidemia - avverte Walter  Ricciardi, consulente del ministro Roberto Speranza - è al peggioramento". Guardando all'Italia a colori, "le Regioni o le aree geografiche che hanno avuto una zona rossa stanno vedendo una diminuzione dei casi, le Regioni arancioni sono stabili o in lieve diminuzione, le Regioni gialle sono in peggioramento". Mentre si avvicina il 15 febbraio, data in cui scadrà il divieto di spostamento fra le Regioni, si allunga anche lo spettro delle varianti di Sars-CoV-2: "La preoccupazione è che queste varianti, che sono molto più contagiose, alterino questo equilibrio in senso peggiorativo. Su questo - ribadisce Ricciardi - io sono abbastanza preoccupato".

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