menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Mario Draghi

Mario Draghi

Nuovo governo: cosa succede con Dpcm, spostamenti tra regioni e zone rosse, arancioni e gialle?

Il 15 febbraio arriva una delle scadenze dell'ultimo Dpcm di Conte, il 5 marzo invece decadrà il grosso dei provvedimenti dell'emergenza: venerdì bisognerà decidere sulle zone

 Il presidente del Consiglio incaricato "con riserva", Mario Draghi, ieri al Quirinale ha detto che la situazione "richiede risposte all'altezza" e si discute di alcune delle possibili decisioni dell'esecutivo prossimo venturo mentre il 15 febbraio scade il divieto di spostamento tra regioni presente nell'ultimo decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte, e il 5 marzo invece decadrà il grosso dei provvedimenti dell'emergenza varati dal "vecchio" esecutivo.

Cosa farà il governo Draghi con il nuovo Dpcm

Gli aspetti in discussione sono molti ma quelli centrali sono il piano di vaccinazione, i rapporti con le Regioni e l'eventualità di confermare o meno il sistema delle zone rosse, arancioni e gialle. Ma prima di tutto bisogna comprendere cosa succederà con gli spostamenti tra regioni e la prima data da segnare sul calendario è proprio quella del 15 febbraio: mancando ancora undici giorni, è possibile che per quel giorno il governo sia stato varato anche se magari non avrà ancora ricevuto la fiducia in una delle due camere (per una questione di tempi). Il divieto di spostamento tra regioni è stato sancito dal decreto legge 14 gennaio 2021 n. 2 e poi nel Dpcm 14 gennaio: per confermarlo il nuovo governo Draghi in arrivo in teoria dovrebbe quindi utilizzare gli stessi strumenti legislativi, anche se è possibile che vari un'ordinanza del ministero della Salute.

Poi c'è il rapporto con le regioni: i rapporti con gli enti locali è un'altra delle questioni che Draghi dovrà risolvere, visto che nell'anno dello stato d'emergenza spesso si è arrivati a scontri verbali, polemiche politiche e - soprattutto - ricorsi al tribunale amministrativo regionale. Secondo l'agenzia Ansa, Draghi ha "il peso per mettere le persone con le spalle al muro".

Per quanto riguarda il sistema delle zone rosse, arancioni e gialle, sarà proprio il 15 febbraio la data decisiva: "in base alla decisione che prenderà il nuovo governo si capirà se l'intenzione è di proseguire con i Dpcm e le misure o se si intende accantonare il sistema delle fasce, per seguire un'altra strada" (fonte Ansa).

I Ministeri

Se quello di Draghi sarà un governo tecnico-politico potrebbero essere riconfermati alcuni nomi dell'esecutivo Conte, e tra questi in lizza ci sono oggi il ministro della Salute Roberto Speranza e il responsabile degli Affari Regionali Francesco Boccia. In questo caso i ministri potrebbero quindi trovarsi in un nuovo governo ad allungare più facilmente le restrizioni. L'ipotesi alternativa (anche se pare improbabile) è che per il 15 febbraio sia ancora in carica il governo Conte. In questo caso l'esecutivo avrebbe comunque tutti i poteri necessari per farlo: la nostra Costituzione garantisce la possibilità di "svolgere l’ordinaria amministrazione" anche a un governo dimissionario, totalmente legittimato ad adottare provvedimenti urgenti anche dopo le dimissioni di Conte e dei ministri.

L'attuale decreto del presidente del Consiglio dei ministri scade venerdì 5 marzo. Fino a quando non avrà giurato un nuovo governo, Conte potrà firmare i Dpcm e il ministro Speranza le ordinanze che istituiscono le zone gialle, arancioni o rosse. Quindi fra 48-72 ore i territori che puntano alla zona gialla come Sardegna, Puglia, Sicilia, Umbria e Alto Adige si dovranno attenere alle decisioni che l'esecutivo in carica ma dimissionario metterà nero su bianco.
E a questo proposito va ricordato che In base alle ultime ordinanze firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza lo scorso 29 gennaio, le regioni italiane sono suddivise così:

Zona gialla: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, provincia autonoma di Trento, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto;   
Zona arancione: provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria;
Area rossa: 0 regioni.

Italia a zone

Giovedì 5 febbraio sarà quasi ultimato il report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e il giorno dopo, venerdì 6 febbraio, il ministro in carica dovrà decidere sulle aree per Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria oltre a dover decretare maggiori restrizioni per le altre regioni se i numeri dovessero indicare un peggioramento nei parametri che portano le regioni in zona rossa e arancione. Chi sarà il ministro in carica? Visto che mancano appena due giorni è probabile che sia proprio Speranza. Il quale la scorsa settimana ha deciso di lasciar scadere alcune ordinanze, senza scrivere ulteriori provvedimenti, per mandare i territori in zona gialla. Venerdì potrebbe fare la stessa cosa? Sì, ma a due condizioni: se tutte le regioni avessero numeri da area gialla e se tutti i provvedimenti avessero quella data di scadenza. In teoria i tempi ci sarebbero, e la decisione della scorsa settimana legittimerebbe anche quella di questa. Nella pratica avremo una risposta certa soltanto venerdì o sabato. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Chi può prenotare il vaccino? L'elenco completo delle categorie

Attualità

Tutti a vaccinarsi, mega coda in Fiera a Udine

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

UdineToday è in caricamento