Zaia ringrazia il Fogolâr civic per la solidarietà nei confronti del moderno venetismo

Travain: "In Friuli, sì al plebiscito per l'autodeterminazione: l'indipendenza è un'opzione eventuale e comunque successiva!"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

 Il presidente regionale veneto Luca Zaia ha inviato un messaggio di ringraziamento agli "euroregionalisti" Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e al Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" guidati dal prof. Alberto Travain, che nelle scorse settimane a Udine avevano manifestato "solidarietà nei confronti di certo legittimo venetismo contemporaneo" ostentando tra l'altro la bandiera storica della Serenissima, "non più in ossequio - s'era ben chiarito - a un dominio 'foresto', ma come atto liberale di omaggio alla storia e alle istanze democratiche di autogoverno di un popolo vicino, facente capo anch'esso anticamente alla metropoli 'friulana' di Aquileia". Ciò era avvenuto "il 3 aprile scorso in occasione della tradizionale ricorrenza della Festa del Friuli ovvero nel 937° anniversario di fondazione del glorioso principato patriarcale aquileiese che per 343 anni unì politicamente, nel cuore dell'Europa, Friulani, Giuliani, Istriani, Veneti, Sloveni, Carinziani: genti che siamo abituati a considerare - scrivevano i sodalizi in una nota al presidente Zaia - come... la nostra gente". "Spiace che un gesto simbolico di solidarietà culturale e politica interregionale possa essere stato - non si sa quanto in buona fede - frainteso in alcuni ambienti locali e localisti come atto 'eretico' e servile: ciò dà la misura di una limitatezza di orizzonti inconciliabile con il respiro euroregionalista che la tradizione friulana deriva da quella aquileiese" ha detto Travain che, riguardo al tema del prossimo ventilato plebiscito del Friuli, promosso da apposito comitato referendario, ha auspicato che ci si orienti verso un'iniziativa tesa a rilevare, in piena legalità, i sentimenti popolari riguardanti non per forza l'indipendenza, bensì l'autodeterminazione, ossia la legittima riaffermazione di un diritto comunitario di consultazione sui propri destini che lo stesso Stato italiano riconobbe nel 1866 anche alle ex province austro-venete, compresa per l'appunto quella del Friuli. "L'Italia unitaria fu costruita, infatti, anche attraverso plebisciti, pur discutibili per quanto concerne le modalità. Ebbene quei plebisciti costituiscono storicamente un precedente politico e culturale di autodeterminazione, presto cancellato nella memoria e nella coscienza delle popolazioni del Paese: un precedente che potrebbe anche indicare la strada non per forza di una rinnovata polverizzazione bensì di una nuova, articolata, cosciente, responsabile organizzazione del consorzio civile italiano ed europeo" ha rimarcato il presidente di Fogolâr Civic e Academie dal Friûl.

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