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«Tamponi per tutti gli operatori della sicurezza e del soccorso pubblico operanti in Fvg»

I sindacati si uniscono e chiedono a gran voce al governatore Fedriga dei tamponi per tutti gli uomini e le donne che operano ogni giorno in prima linea

"Ci aspettavamo almeno una risposta, non un provvedimento, non un’ordinanza, ma solo una semplice comunicazione a una nostra legittima richiesta". Queste le parole dei sindacati degli operatori della sicurezza e del soccorso pubblico in Friuli Venezia Giulia dopo la richiesta, al governatore Massimiliano Fedriga, di sottoporre al tampone tutti gli uomini e le donne che lavorano ogni giorni in prima linea.

Le tempistiche

Nello scorso mese di marzo, infatti, alcuni dei sindacati (Sap, Sap Pe, Conapo, Sim Guardia di Finanza e Sim Carabinieri) avevano già inviato al governatore del Friuli Venezia Giulia la richiesta di sottoporre tutti gli operatori della sicurezza e del soccorso pubblico ai protocolli per l'effettuazione del tampone, senza però ottenere una risposta.

Le difficoltà

"Siamo consapevoli del delicato momento della vita del nostro Paese, siamo altrettanto consci delle difficoltà che esistono nel reperire i materiali di protezione individuale e quello per effettuare i riscontri alla positività al virus, ma è anche sotto gli occhi di tutti che dopo il personale sanitario, sul campo, esposti al rischio maggiore di contagio, ci sono gli operatori della sicurezza e del soccorso pubblico", denunciano i sindacati uniti.

Rischio quarantena

Quella del tampone è ritenuta "un'iniziativa indispensabile per contenere il più possibile il diffondersi del contagio da coronavirus tra i nostri operatori, necessaria per scongiurare il rischio di ritrovare in 'quarantena' intere articolazioni dell’ordine e sicurezza pubblica della nostra Regione".

Altre regioni

Come fanno sapere i sindacati, inoltre, in altre realtà, come il Veneto, la Lombardia e la Toscana, è stata prevista, attraverso delle ordinanze regionali, l'applicazione del test per tutte le categorie maggiormente esposte a rischio di contagio, "tra cui, appunto, anche gli operatori della sicurezza e del soccorso pubblico; in Friuli Venezia Giulia non siamo stati degnati nemmeno di una risposta alla nostra richiesta".

Azioni concrete

"Adesso ci aspettiamo i fatti oltre alle parole, che continuamente ascoltiamo ai microfoni delle televisioni o leggiamo sulle pagine dei giornali, qualcosa di concreto che vada oltre i plausi e ringraziamenti per quanto quotidianamente facciamo", concludono i sindacati.

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