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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Pizzicati altri 8 furbetti del cartellino: andavano ovunque, tranne che in ufficio

Tour al casinò, in osteria o nei centri commerciali. La visione di centinaia di ore di immagini e le testimonianze dei dipendenti"fedeli", hanno permesso di accertare ora le responsabilità di ulteriori otto dipendenti regionali ora indagati. Il danno patrimoniale alla Regione è stato stimato in alcune migliaia di euro

Gorizia. Ludopatia e shopping in pieno orario di servizio. Quattordici avvisi di conclusione indagini sono stati notificati ad altrettanti "furbetti del cartellino", dipendenti della Regione Friuli Venezia Giulia, indagati dalla procura di Gorizia per l'ipotesi di reato di truffa. Dopo aver regolarmente timbrato il documento che attestava la presenza al lavoro, gli impiegati pubblici, pedinati per mesi e "spiati" dalle telecamere, si davano alle occupazioni più disparate: c'era chi andava con l'auto di servizio nella vicina Slovenia a giocare al Casinò, chi trascorreva l'intera giornata agli stand della manifestazione culinaria "Gusti di frontiera", chi faceva shopping. Per fare questo il sistema più diffuso era la pratica del "mutuo-aiuto": tra colleghi ci si scambiava il badge per una timbratura collettiva, anche di quanti alla Regione non ci erano arrivati proprio. L'indagine è stata condotta dai Carabinieri di Gorizia, coordinati dal tenente colonnello Pasquale Starace.  

VIDEO Come agivano i "furbetti del cartellino" 

I primi ad essere scoperti

Il 6 luglio scorso i militari dell'Arma di Gorizia avevano notificato sei provvedimenti cautelari di interdizione assoluta per otto mesi dall'esercizio dei pubblici uffici a carico di alcuni dei dipendenti, che svolgevano la loro attività lavorativa nella sede distaccata di Gorizia. Le indagini sono state condotte dal Nucleo Investigativo dell'Arma goriziana, dall'aprile al dicembre 2016. Complessivamente, il danno patrimoniale stimato alla Regione Friuli Venezia Giulia da ciascuno degli indagati è nell'ordine di qualche migliaio di euro.

La prosecuzione delle indagini

La ricostruzione completa con i filmati delle telecamere all'interno degli uffici regionali e i documenti della prima tranche dell'indagine (che ha portato il licenziamento di 6 dipendenti), hanno reso possibile agli investigatori dell'Arma e alla Procura di raccogliere gli elementi necessari al coinvolgimento degli altri otto dipendenti regionali. Devono rispondere di truffa ai danni di ente pubblico e false attestazioni di presenza. I comportamenti truffaldini dei dipendenti pubblici erano svariati: c'era chi, con tanto di auto di servizio, andava a tentare la fortuna nei vicini casinò della Slovenia. Altri colleghi utilizzavano i centri commerciali oltre confine per fare incetta di generi alimentari. Per chi restava in Italia, le alternative non mancavano: agriturismo e osterie del Collio erano mete privilegiate per trascorrere ore di relax e degustare vino in compagnia di amici. Un impiegato, dopo aver regolarmente timbrato il badge, è stato addirittura sorpreso a fare tappa praticamente in ognuno degli stand enogastronomici allestiti a Gorizia in occasione della rassegna internazionale "Gusti di frontiera". Altri dipendenti della Regione si fermavano al lavoro solo mezza giornata: dopo essere usciti da una porta secondaria si recavano a casa per pranzo e tornavano solo verso sera per formalizzare, con la punzonatura del cartellino, la chiusura del "faticoso" pomeriggio in ufficio. A tre impiegati è stato anche contestato il reato di peculato d'uso, per l'improprio utilizzo della vettura di servizio. Devono aver pensato che sbandierando la livrea della Regione Fvg nessuno si sarebbe insospettito della loro presenza in città, anziché a sbrigare pratiche in ufficio a beneficio del cittadino. Quando, però, la macchina si dirigeva a Nova Gorica, qualche dubbio agli investigatori deve essere venuto. 

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