Ore decisive per Massimo e Jennifer, i due escursionisti scomparsi sul Lussari

I soccorritori stanno concentrando le perlustrazioni nella zona sotto la Cima del Cacciatore. Non si hanno loro notizie da martedì 11 dicembre

Riprese questa mattina alle 7 le ricerche dei due escursionisti triestini dispersi sul Lussari, Massimo Grassi, 41 anni, e Jennifer Bubic, di 35. Di loro non si hanno più notizie da martedì 11 dicembre. Oggi, accanto al Soccorso Alpino e Speleologico, alla Guardia di Finanza e ai Vigili del Fuoco, ci saranno anche gli uomini del Corpo Forestale regionale oltre all'elicottero della Protezione Civile che, non appena ci sarà luce e visibilità, effettuerà altre ricognizioni di avvistamento.

Tracce di scivolate sulla neve

Uno degli ultimi segnali del loro passaggio è stato ripreso da una fototrappola dei forestali dell'arma dei Carabinieri collocata in quota in prossimità della traccia di sentiero che collega Sella Prasnig a Malga Lussari (tra i 1500 e i 1600 metri di altitudine). L'immagine, che ha catturato nella scheda le sagome degli escursionisti, risale proprio a martedì 11 dicembre alle ore 13.05. Da quel momento i rilievi registrati dalla fototrappola riguardano solamente uno dei due cani che erano con loro, in diversi passaggi e in due direzioni. Vicino alla fototrappola sono stati individuati anche delle tracce di scivolate sulla neve che vanno in direzione dei canaloni sottostanti. 

Dispersi nel Tarvisiano, ritrovati solo i cani della coppia

Il versante delle ricerche

I soccorritori giovedì sono stati impegnati fino alle 21 in quota sotto una nevicata mista a nevischio e con scarsa visibilità dovuta a nubi basse per cercare i dispersi nei pressi di un'area in cui gli stessi cani, che erano nel pomeriggio stati individuati a valle nelle vicinanze dell'automobile parcheggiata, sono ritornati e hanno continuato ad abbaiare. Si tratta del versante est di Cima del Cacciatore (foto in basso), che guarda alla Valle di Riofreddo ed è caratterizzato da pendii ripidi e solcato da diversi canali. Non è stato possibile recuperare i due animali, nemmeno porgendo loro del cibo. Un presidio di soccorso rimane sempre attivo nella sede del Soccorso Alpino e Speleologico a Tarvisio.

Come si procede

Purtroppo in mattinata l'elicottero della Protezione Civile non ha potuto levarsi in volo a causa del maltempo. Sono infatti ancora in corso nevicate con piccole bufere di vento e c'è scarsa visibilità in quota. Si è dunque partiti con le squadre di ricerca a piedi, in tutto una sessantina di uomini tra Soccorso Alpino e Speleologico (33 tecnici da tutte le stazioni della regione), Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Corpo Forestale Regionale, suddivisi in sette gruppi da cinque a sette componenti ciascuno con una zona da battere a tappeto. Ci si è concentrati in particolare sul versante della Creta del Cacciatore che dà sulla Valle di Riofreddo, nell'area compresa tra la traccia nera che taglia quel versante tra Sella Prasnig e Malga Lussari (quota 1500 - 1600 metri) e la Valle stessa (a partire da 900 - 1000 metri di altitudine). Una parte dei tecnici sta risalendo dal basso e una parte si cala dall'alto in corrispondenza delle tracce di scivolata individuate nella giornata di ieri. Una squadra che stava risalendo dal basso si è dovuta fermare per un ostacolo naturale e si è dunque deciso di procedere d'ora in poi fino a quel punto con calate in corda doppia. Il tutto con estrema prudenza e cautela vista la presenza di ghiaccio al suolo e le condizioni proibitive del meteo: gli uomini sul posto sono ovviamente attrezzati con ramponi da ghiaccio. Sul posto ci sono anche due Unità Cinofile: una di queste è riuscita finalmente ad avvicinare e a prendere uno dei due cani degli escursionisti, un volpino, stremato per fame e freddo. Dell'altro cane al momento non ci sono notizie. 

Escursionisti dispersi assieme al loro cane sul Lussari, nessuna notizia da martedì

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