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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

La "mimose" del Fogolâr Civic al Portone di Grazzano a Udine

Per la diciannovesima volta si rinnova l'omaggio sociale alle amazzoni locali che salvarono la città e il Friuli da un colpo di stato militare nel lontano 1309. Travain: “Onoriamo l'impegno storico femminile per il bene comune a Udine e nel mondo!”. Dure critiche alla pubblicità di un bordello austriaco campeggiante sulle portiere dei taxi cittadini

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

C'è un luogo a Udine che ricorda il più antico fatto di resistenza popolare locale celebrato da cronisti e storici di un tempo: è l'ex Portone o Porta interna di Grazzano, in Via Cesare Battisti, per gli udinesi DOC “Rive di Graçan”. “Qui stava la Porta di Grazzano che nel novembre 1309 i cittadini difesero contro le soldatesche di Rizzardo da Camino”: una lapide, collocata sul posto dal Comune nel 1959 ricorda al distratto passante un fatto memorabile di mobilitazione, di patriottismo udinese e friulano, evitando però di sottolineare, come si fece al contrario per secoli, il valoroso contributo femminile alla difesa della città e della porta urbica tradita al nemico nel corso di un colpo di stato militare ordito da certo signorotto veneto appoggiato da parte significativa della nobiltà del Friuli. Dal 2000, ogni anno, però, l'8 marzo, ci pensano innanzitutto quelli del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” a fare memoria delle eroiche amazzoni cittadine, delle battagliere donne udinesi, che salvarono, pur per poco, le libertà costituzionali della Patria del Friuli di allora. Lo fanno con un mazzo di mimosa posto sulle vestigia dell’antica Porta, proprio in occasione della Festa della Donna, a sottolineare l'apprezzamento e la gratitudine nei riguardi di tutte le donne che nel mondo hanno in ogni epoca contribuito alla difesa e all’incremento della propria comunità nonché dell’Umanità intera.

Giovedì 8 marzo 2018, quindi, il prof. Alberto Travain, presidente del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e il Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, per la diciannovesima volta, ha rinnovato l’omaggio sociale della “mimose civiche”, accompagnato dal cameraro della riformata assemblea popolare dell'Arengo civico udinese oltreché presidente del Club per l'Unesco di Udine, prof.ssa Renata Capria D'Aronco. Per il Servizio Cerimoniale del Fogolâr Civic erano presenti i collaboratori Manuela Bondio, Marisa Celotti, Eugenio Pidutti e Luigina Pinzano. “Non illegittimo mito seriore collega la vicenda delle valorose borghigiane di Grazzano che diedero battaglia nel lontano 1309 all'avvio, sessantasei anno dopo, del primo palio femminile udinese, matrice del recente e purtroppo dismesso Paliodonna, privata iniziativa che tra 1994 e 2002 incentivò un sano spirito contradaiolo nei quartieri udinesi anche certamente con il supporto culturale del Fogolâr Civic che sino all'ultimo non mancò di dare il proprio contributo affinché l'evento si perpetuasse” ha ricordato il prof. Travain: “Nel simbolo di quelle valorose, noi qui, dunque, onoriamo l'impegno e il valore femminili tesi ad un bene comune, risorsa su cui per millenni la nostra civiltà ha potuto contare e sarebbe opportuno che potesse continuare, però nel rispetto di una dignità che tuttora non pare riconosciuta. Non sarà mica rispetto della dignità femminile la pubblicità di un bordello austriaco campeggiante sui taxi di Udine?”.

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