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Falde inquinate a Premariacco: il Comune estromesso dalle indagini

La Prefir, società che gestisce la discarica di Firmano, ha ottenuto il subentro all'amministrazione nel piano di caratterizzazione. Il sindaco Ieracitano: “Anche da fuori vigileremo affinché il nostro lavoro non sia stato vano”

Colpo di scena nelle indagini geologiche che il Comune di Premariacco stava conducendo dal 2010 per determinare le cause dell’inquinamento della falda al di sotto di alcune discariche, di proprietà della Prefir Spa. Proprio la stessa azienda ha chiesto e ottenuto di subentrare nell’esecuzione del piano di caratterizzazione che il Comune aveva elaborato e che era stato approvato da tutti gli enti competenti. “Ci viene negata la possibilità di portare a termine l’indagine – conferma con rammarico il sindaco Ieracitano –  ma questo passaggio è previsto dalla normativa”.
 
Una decisione, quella di Prefir, che giunge quasi al termine delle indagini geologiche programmate, ma che non coglie di sorpresa il sindaco: “L’azienda proprietaria del sito e gestore di una discarica - spiega il primo cittadino - si è sempre opposta al nostro progetto e ai decreti regionali che lo hanno approvato, ricorrendo al TAR e al Consiglio di Stato per annullarli senza però riuscirci. Il piano è obbligatorio per legge - continua Ieracitano -, perché devono essere trovate le cause dell’inquinamento per eliminarle successivamente con la bonifica. Ora che eravamo quasi alla fine dei lavori hanno semplicemente usato la normativa vigente per estrometterci dalla fase conclusiva delle indagini. Peccato, perché la nostra amministrazione ha fatto in un anno ciò che la Provincia di Udine non era riuscita a fare dal 1998 al 2010: eravamo a un passo dall’obiettivo, ma il nostro lavoro non può e non deve andare sprecato”.
 
L’inquinamento della falda è noto almeno dal 1997 con un crescendo continuo, ma fino ad oggi non è stato possibile individuare la sorgente di contaminazione. “Le indagini che stavamo facendo – spiega Ieracitano - servivano proprio a trovare le cause e avrebbero anche agevolato l’individuazione del colpevole dell’inquinamento”. Ora che il Comune è fuori dai giochi, resta da capire come si muoveranno tutti gli enti coinvolti, considerato che il progetto redatto dall'ente comunale deve essere comunque portato a termine dalla Prefir Spa la quale, come gestore, era anche fra i possibili responsabili dell’inquinamento stesso.
 
“In questa situazione paradossale, che vede fra i sospettati anche colui che fa le indagini, pretenderemo la massima trasparenza nell’esecuzione del progetto – assicura il sindaco –, comprese le modifiche che abbiamo chiesto e che sono in attesa di una prossima approvazione dagli enti competenti. Vigileremo sul prosieguo dei lavori e abbiamo già chiesto alla Regione che il finanziamento ottenuto dal Comune per realizzare il progetto di analisi e bonifica resti comunque a nostra disposizione, a tutela del completamento del piano da parte di Prefir Spa”.

 
Il finanziamento di 1.132.000 euro è stato erogato al Comune nel 2010 dalla Provincia di Udine, che lo aveva ricevuto nel 1998 dalla Regione per intervenire sul sito inquinato ma senza mai usarlo.
“Il Piano di Caratterizzazione si dovrà concludere con l’individuazione delle cause dell’inquinamento – conclude Ieracitano – e la nostra amministrazione sarà attenta ed impegnata a sollecitare tutti gli enti pubblici coinvolti affinché i tempi e i modi di esecuzione del progetto siano rispettati. Per la tutela delle nostre attività agricole e vitivinicole e della salute dei nostri cittadini non possiamo dimenticare che a circa 60 metri di profondità c’è una falda acquifera impregnata di composti chimici pericolosi, sicuramente non di origine naturale.” 

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