Giorno del Ricordo, Fontanini: «Infoibati martirizzati per la colpa di essere italiani»

Le celebrazioni cittadine hanno avuto luogo al parco di via Bertaldia e alla parrocchia del Carmine in via Aquileia

È stata celebrata questa mattina alla presenza del Gonfalone della città di Udine, nella Parrocchia Beata Vergine del Carmine, la Santa Messa in ricordo delle vittime delle foibe e dei defunti giuliano-dalmati. Presenti le autorità civili, rappresentate dal sindaco di Udine, Pietro Fontanini e alcuni assessori e consiglieri comunali e i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Venezia  Giulia e Dalmazia - Comitato Provinciale di Udine. La commemorazione è poi proseguita al vicino parco “Martiri delle Foibe”, il cui nome è stato recentemente modificato, rispetto all’originario “Vittime delle Foibe”, su iniziativa del consigliere comunale Luca Onorio Vidoni, con la benedizione del cippo commemorativo da parte di don Giancarlo Brainti, con la lettura della preghiera dell’infoibato e con la deposizione di una corona di alloro. 

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"Colpa di essere italiani"

Il sindaco Pietro Fontanini, nel suo intervento, ha voluto ribadire “la volontà di questa Amministrazione di modificare la denominazione del Parco da ‘Vittime’ a ‘Martiri delle Foibe’, perché coloro che sono stati gettati in maniera ignobile, spesso ancora vivi, in queste cavità carsiche sono stati letteralmente martirizzati per la sola colpa di essere italiani”. “Coloro che sono sopravvissuti - ha proseguito il sindaco - sono stati invece costretti ad abbandonare la propria casa e i propri cari, portandosi dentro per tutta la vita un senso di sradicamento, di fuga, di mancanza di un’identità stabile, loro che erano sempre stati italiani”. “Fortunatamente - ha proseguito il sindaco - l’importanza di ricordare questa tragica pagina di storia che ha insanguinato la Venezia Giulia, l’Istria e la Dalmazia è oggi più condivisa di quanto non fosse qualche anno fa, come dimostra la presenza delle tante persone intervenute qui oggi, ma non basta: abbiamo infatti il dovere, per evitare il ritorno di ideologie votate alla violenza e alla soppressione della libertà, di fare in modo che si giunga ad un pieno e unanime riconoscimento di quello che è accaduto, senza ambiguità di sorta e distinguendo in maniera netta tra vittime e carnefici. La denominazione “Martiri delle Foibe” è un passo in questa direzione che quest’Amministrazione ha sentito il dovere di compiere, per rendere giustizia a questi italiani uccisi in quanto italiani”.
 

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