Cronaca

Fogolâr Civic su Charlie Hebdo: “I nostri morti non sono pasta al pomodoro!”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Di fronte alle ultime inopportune vignette del noto giornale satirico francese Charlie Hebdo, dedicate alla sciagura del recente sisma nel Centro Italia, con tanto di morti e feriti grondanti di sangue e associati per questo al ricordo di pasta al pomodoro, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" da Udine esprimono piena solidarietà alle comunità terremotate mentre inappellabilmente biasimano il cattivo gusto dei vignettisti gallici. "Da sempre troviamo un ostacolo nelle gratuite, tiranniche, censure e mistificazioni perpetrate da tanta stampa e passate per sacrosanto esercizio della libertà. Già al tempo della strage nella redazione di Charlie a Parigi, seguita a numerose inqualificabili vignette canzonatorie nei confronti di figure sacre della religione islamica (e di quella cristiana) non ci schierammo affatto tra gli acritici e talvolta esaltati difensori di quell'abusata libertà, così violentemente rovesciata dal suo superbo scranno da un manipolo di sciagurati terroristi. Il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico 'Fogolâr Civic' e il Circolo Universitario Friulano 'Academie dal Friûl' non possono che ribadire oggi - afferma il presidente dei due sodalizi, prof. Alberto Travain - la più dura condanna per chi scambia irresponsabilmente il diritto di libertà con un libero arbitrio a beffeggiare non soltanto il prossimo ma anche i suoi valori più cari. Nella nostra cosiddetta "civiltà dei diritti" - di doveri non si parla quasi mai! - dovrà pur esistere anche quello ad offendersi! Nella sciagurata civiltà in cui spesso tutto è relativo, tutto 'dipende', sarà pur legittimo che alcuni si offendano ove si vedano colpiti in ordine a valori e sensibilità che, con mille sfumature, in fin dei conti risultano poi essere ecumenici. Se non esiste al mondo nulla di tanto sacro da pretendere riserva di rispetto, allora nemmeno la libertà lo è, se esercitata egoisticamente e oltraggiosamente. Le allusioni di Charlie alla corruzione italica, agli interessi mafiosi prevalenti sul bene comune anche nel campo dell'edilizia in un'Italia a dir poco vergognosa - continua Travain - sono pienamente pertinenti. E le vignette più dure contro la malavita, i governanti corrotti e il popolo in parte colluso, succube o ignavo dello Stivale ci starebbero eccome! Ciò che è inaccettabile è che i corpi e le ferite della nostra gente possono essere paragonati a pasta e 'pummarola'! Fare satira non può voler dire calpestare tutto e tutti, con la pretesa poi di non essere mai calpestati: gli unici sacri in un mondo dissacrato! Così non può essere! I 'sacri dissacratori' di Charlie Hebdo non pretendano solidarietà e non abusino della pazienza di chi ha diritto di non averla!"

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