DM Elektron, Shaurli: «Il Pd è con lavoratori in sciopero»

«I camion che portano i macchinari in Romania e la polizia che sposta di forza i manifestanti non possono che preoccupare i lavoratori e le istituzioni» afferma il segretario regionale

«Il partito democratico è solidale con i lavoratori che scioperano per salvare i loro posti di lavoro, chiede alla proprietà di cambiare atteggiamento e di accettare l'apertura di un dialogo con i sindacati. Ci aspettiamo che l'azienda dia dimostrazione di responsabilità». Lo afferma il segretario regionale del Partito democratico Cristiano Shaurli, a fronte dell'inasprirsi dello scontro tra i lavoratori e la proprietà della DM Elektron, azienda di Buja (Udine) che produce schede elettriche e ha 150 dipendenti, scesi in sciopero a seguito di crescenti preoccupazioni per il futuro dello stabilimento, che starebbe delocalizzando in Romania.

I precedenti

«Purtroppo non è la prima volta – osserva Shaurli - che in questo stabilimento si presenta la minaccia della delocalizzazione in Europa dell'Est. Già nel 2006, a fronte del rischio di esuberi, la Regione aveva messo a disposizione strumenti di formazione, e negli anni successivi non sono mancati altri momenti di tensione dovuti a un'interlocuzione molto difficile con la proprietà. I camion che portano. I camion che portano i macchinari in Romania e la polizia che sposta di forza i manifestanti non possono che preoccupare i lavoratori e le istituzioni».

Di Maio

«Il Pd ha interpellato anche il ministro Di Maio affinché convochi un tavolo al Ministero dello Sviluppo economico: ora serve disponibilità a un confronto chiaro, trasparente e soprattutto corredato da numeri e da un piano industriale concreto e realistico».

"Giunta riferisca in Consiglio regionale"

Shaurli ha inoltre chiesto stamane a Trieste, in apertura dei lavori del Consiglio regionale sulla manovra di bilancio regionale 2019-2021, che la Giunta regionale riferisse in Aula la situazione sull'azienda di Buja. L'assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, si è detta amareggiata per i disordini registrati davanti alla fabbrica e per l'intervento delle forze dell'ordine e ha spiegato che comunque l'esito del tavolo tecnico è stato positivo. "L'atteggiamento - ha spiegato - è stato responsabile tanto da parte dei rappresentanti sindacali quanto da parte della proprietà, che ha dato la propria disponibilità ad avviare un percorso assieme alla Regione".

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