Un “Coordinamento civico udinese” oltre “Borgo Stazione”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Un Coordinamento Civico Udinese "Borgo Stazione" sempre più oltre la sua originaria dimensione rionale. Ecco quanto concluso durante un incontro tra il presidente del Coordinamento stesso, il primario dr. Fernando Luisi, e il prof. Alberto Travain, presidente del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", sodalizi storicamente promotori di quella straordinaria stagione di mobilitazione civica locale che per un decennio, dal 2003, con grande e sovente incompresa lungimiranza, richiamò l'attenzione su problematiche la cui deflagrazione oggi si spera ancora scongiurabile. La percezione che il territorio stia cambiando radicalmente i suoi connotati etnico-culturali sia in campo demografico che nel settore economico non riguarda più solamente il quartiere storico della Stazione ferroviaria di Udine. Si tratta, infatti, di un problema - o di un'opportunità, secondo alcuni - interpellante l'intera città e il Friuli, l'Italia tutta e il resto d'Europa. Da qui l'intenzione di due succitati notabili del civismo udinese di proiettare l'esperienza storica del battagliero vecchio Cordinamento rionale su scala territorialmente più ampia. Il tutto in ossequio alla grata memoria di significative figure scomparse di fondatori e pionieri del calibro della signora Francesca De Marco, presidente "storica" di "Borgo Stazione", e dell'ispettore Nicola Luisi. "Sapranno comprendere come il nostro agire in un'attualità sempre più complessa sia coerente sviluppo del loro impegno sul territorio. Non li abbiamo traditi né dimenticati" ha detto Travain, promotore dell'incontro, ricordando i compagni di tante battaglie chiamati a miglior vita, rispetto ai quali - ha affermato - "è senz'altro punto d'onore non cedere il campo!". Il proficuo incontro tra i due presidenti sociali è avvenuto nel giorno di un particolare - doppio - anniversario storico locale, ossia il 156° dell'inaugurazione della Stazione ferroviaria di Udine sotto gli Austriaci nel 1860, da cui prese il via lo sviluppo del quartiere omonimo, e il 150° della ritirata degli stessi dalla città che salutarono con un chiassoso fischio di locomotive raccolte proprio nella medesima stazione, realizzata sei anni prima seguendo un vecchio consiglio del noto feldmaresciallo Radetzky, al quale in pratica si deve il primo collegamento su rotaia dei capoluoghi provinciali dell'odierno Friuli Venezia Giulia e tra questi e l'Europa.

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