«Situazione carceri Fvg insostenibile», gli interventi da attuare per i sindacati

Per la Fns Cisl sono sette gli interventi da attuare con urgenza per scongiurare un peggioramento della situazione

Il carcere di Tolmezzo

L'allarme sulla situazione delle carceri in Friuli Venezia Giulia arriva dalla Fns Cisl. A seguito dell'incontro di questa mattina con il presidente Massimiliano Fedriga, la sigla presenta sette interventi da attuare con urgenza al fine di contenere il contagio e per mettere in sicurezza i detenuti e il personale operativo.

Le preoccupazioni

A tenere alta l'attenzione, la situazione del penitenziario di Tolmezzo, con cinque detenuti provenienti da Bologna positivi al coronavirus. Inoltre, la Fns Cisl segnala anche "l'insufficienza e inadeguatezza alla direzione e al provveditorato dell’amministrazione penitenziaria per il Triveneto di Padova e dei presidi di protezione (di stoffa) forniti al personale". Accanto a tutto ciò, non meno preoccupante appare l’intero contesto carcerario della regione.

Le misure

Per scongiurare un peggioramento della situazione, il sindacato spinge sull'immediata attuazione di alcune misure urgenti e necessarie per contenere il contagio. "Si parte dall’urgenza di sanificare tutti gli ambienti detentivi e non e di fornire agli operatori della polizia penitenziaria non solo degli appartamenti, ma anche termometri elettronici e mascherine FP2 e FFP3, oltre alle mascherine chirurgiche per i detenuti che svolgono attività lavorative. Occorre poi – si legge in una nota della Fns Cisl Fvg – predisporre i tamponi per tutti gli operatori degli Istituti di Pena di Trieste, Gorizia, Pordenone e Tolmezzo, fatta eccezione per Udine, la cui Direzione ha già provveduto (tra qualche giorno ci sarà il secondo tampone) e per i dipendenti della Giustizia Minorile di Trieste, Gorizia e Udine, poiché si tratta di operatori che si occupano anche della gestione dei detenuti ammessi alle misure alternative e messi alla prova". Stando sempre alla Fns Cisl, "bisogna anche trovare soluzioni per la quarantena dei detenuti in fase di liberazione, individuando strutture esterne adeguate e attrezzate, oltre ad avviare all’ingresso delle carceri un pre-triage h 24, con presidio fisso per chiunque debba entrare negli istituti di pena. Attualmente, infatti – denuncia la categoria cislina – la valutazione viene effettuata solamente sui detenuti cosiddetti nuovi giunti e, in assenza di personale sanitario dedicato, i detenuti vengono fatti rimanere in una stanza singola, all’interno dello stesso reparto detentivo, senza dunque, protezione".

No al contagio

“Questi strumenti – commenta la segreteria della Fns Cisl Fvg – sono essenziali per ridurre al minimo il contagio dell’epidemia e indispensabili a tutti gli operatori che lavorano in prima linea nelle carceri. A loro vanno riconosciuti grandissimi impegno e professionalità, nonostante i turni lunghi e stressanti, anche nel contenimento delle iniziative di rivolta che le settimane scorse si sono registrate anche in Friuli Venezia Giulia e che oggi sembrano calmate anche se il personale non abbassa la guardia”.

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