Sport Magnano in Riviera

Quando il Real Madrid preparava la stagione tra le colline friulane

30 anni fa il club più potente e titolato al mondo fece il ritiro pre stagionale a Magnano in Riviera, giocando amichevoli in giro per la regione

Estate 1991, il Real Madrid prepara la sua stagione in Friuli. Parrebbe l’incipit di un racconto fantasioso, ma non è così. A pochi chilometri da Udine era possibile ammirare le merengues, il club più titolato e potente del mondo, il cuore così bianco che più di qualsiasi altra cosa rappresenta l'identità castigliana. Il ritiro aveva luogo al Green Hotel di Magnano in Riviera, ora residenza per anziani. Come fu possibile? L’anno precedente la struttura alberghiera era stata la sede della Spagna, impegnata nei mondiali del 1990 tra Udine e Verona. La scelta della Federazione spagnola, agevolata dalle indicazioni del Comitato di organizzazione locale, cadde proprio su Magnano. Il percorso delle Furie Rosse si arrestò agli ottavi di finale, contro la Jugoslavia, ma il Green piacque parecchio. Così, visto il cordone ombelicale che, da sempre, unisce Nazionale e Real si decise di replicare l’esperienza. Non è l'unico legame di quel tempo tra la società della capitale spagnola e il nostro territorio. Per anni il main sponsor del club fu la pordenonese Zanussi, al tempo leader mondiale nella produzione di elettrodomestici.

I protagonisti

La stella di quel Madrid era Emilio Butragueño, ora direttore delle relazioni istituzionali del club. El Buitre, l’avvoltoio, era molto conosciuto al pubblico italiano grazie al buon mondiale di Messico 1986 e alle notti europee di Coppa Uefa, dove segnava gol a ripetizione. Bello, elegante, apprezzato. Pareva un hidalgo, dalla faccia "nobile e differente", come recita una canzone dedicata però a chi lo precedette con la maglia numero 7 del Real, Juan Gomez detto Juanito. Il numero 10 era George Hagi, poi anche in Italia a Brescia. C’erano pure Luis Enrique, attuale commissario tecnico della Spagna, Fernando Hierro, poi grande – da difensore centrale – con i galacticos di Florentino Perez –, l’allora jugoslavo (poi croato) Robert Prosinecki. Il mister era il serbo Radomir Antic, un’istituzione del calcio iberico, sostituito nel corso della stagione dall’olandese Leo Beenhakker. 

Il Real Madrid della stagione 1991-92

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Gli appuntamenti

I blancos affrontarono due formazioni locali. Il 28 luglio scesero in campo al Boito di Monfalcone, contro la squadra della città dei cantieri. Hagi nel primo tempo, Adolfo Aldana e Alfonso Perez nel secondo, chiusero la gara sul 3 a 0. Il primo agosto toccò invece al Fontanafredda. Al Tognon il Madrid fece meglio, imponendosi per 10 a 1. Aldana e Hierro fecero 4 gol ciascuno, Luis Enrique una doppietta. Per i rossoneri l’onore di battere Francisco Buyo toccò a Cagnone.

La stagione

L’annata non fu delle più felici per il Real, che arrivò secondo in campionato – alle spalle del Dream Team del Barcellona di Johan Cruijff –, perse la semifinale di Coppa Uefa contro il Torino di Emiliano Mondonico (sconfitto in finale dall’Ajax) e si arrese in Coppa del Re, all'ultimo atto, nel derby con l’Atletico. Il Friuli non portò quindi molta fortuna, ma la storia ormai era stata scritta.
 

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