“Sedici mesi di silenzi e la bufala del Super Ospedale. I medici se ne vanno e i pazienti si allontanano”

La protesta del sindaco della città stellata Francesco Martines. Raccolta appelli, in cartolina, a Fedriga e Riccardi

Semplici cittadini ma anche amministratori comunali, consiglieri regionali, operatori sanitari e rappresentanti sindacali del settore hanno partecipato all’assemblea pubblica, organizzata per portare massima attenzione sul tema dell’Ospedale di Palmanova. Una sala del teatro comunale piena, nel rispetto dei limiti imposti dalle normative anticontagio, ha accolto il sindaco di Palmanova Francesco Martines, nella sua documentata esposizione dei fatti. A partire dalla chiusura del Punto Nascita, luglio 2019, fino all’attuale situazione del nosocomio palmarino. Erano presenti anche i consiglieri regionali Santoro, Iacop e Moretti, oltre ai rappresentanti dei 18 comuni aderenti all’iniziativa.

“Sono stati sedici mesi di vuote promesse da parte di Fedriga e Riccardi. Hanno chiuso un Punto Nascite d’eccellenza, chiusa Chirurgia e Ortopedia d’urgenza, chiuso il Pronto Soccorso pediatrico, depotenziata pedriatria e ginecologia, otto sale operatorie sono sottoutilizzate, gli investimenti sono irrisori, non esiste nessun documento aziendale chiaro. Il risultato è che i medici se ne vanno e i pazienti si allontanano, con meno servizi ospedalieri si formano lunghe liste d’attesa e ora, con la riapertura dellRSA Covid, anche medicina viene depotenziata”, dichiara il sindaco di Palmanova.

All’attenzione dell’attenta platea anche alcuni casi specifici che illustrano come le attività, nell’Ospedale palmarino, vengano convogliate verso altre strutture.

“Noi sindaci siamo in prima linea. Ogni giorno riceviamo segnali disperati d’allarme dai nostri cittadini, costretti a coprire lunghe distanze per essere curati. Un’anziana paziente di Mortegliano viene portata al Pronto soccorso dell’ospedale di Palmanova con una frattura del femore. Mancando a Palmanova da marzo 2020 l’attività d’urgenza ortopedica, viene trasportata in piena notte all’ospedale di Latisana. Ma non solo. Un signore di Percoto, per un’operazione programmata alla spalla, viene mandato a Tolmezzo. Una bambina di Santa Maria La Longa, per un’appendicite, viene mandata a Latisana. Un signore di Bagnaria Arsa, per un’operazione all’anca, viene mandato a Tolmezzo. E casi come questi si moltiplicano ogni giorno. Per questo lottiamo, per una sanità che offra servizi e non costringa cittadini sofferenti a viaggi della speranza”.

E concludendo: “La nostra battaglia per una sanità giusta non finisce qua. Stiamo già pensando a varie attività per mantenere alti i riflettori su un Ospedale di Palmanova che sta perdendo, giorno dopo giorno, le sue attività fondamentali, fino a spegnersi. Abbiamo cominciato a distribuire cartoline, con cui i cittadini potranno rivolgere, in prima persona, un appello diretto a Fedriga e Riccardi. Raccoglieremo questo appello e lo faremo recapitare ai diretti interessati. Si chiede che venga mantenuta la promessa del “Super Ospedale” a Palmanova, che partano le attività programmate di mammaria, protesica e oculistica, che venga ripristinata l’urgenza chirurgica, ortopedica e traumatologia, che vengano mantenuti i servizi sanitari storicamente presenti a Palmanova, che si investa sui servizi, sul personale medico, sulla tecnologia e sulle strutture e che vengano ripristinate le attività ambulatoriali di pedriatria e ostetricia-ginecologia. Con l’appoggio di tutti, dei cittadini in primis, continueremo questa lotta”.

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