Sabato, 16 Ottobre 2021
Salute

Riforma sanità in Fvg, investire sui professionisti

Le professioni sanitarie ribadiscono anche di fronte alla Terza Commissione consiliare la volontà di partecipare al processo di riforma con un ruolo di rilievo.Sirotti: “Senza un forte investimento sui professionisti, questa riforma rischia di diventare un annuncio destinato a non produrre risultati concreti.”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

La sostenibilità del sistema finanziario in Friuli Venezia Friuli non va confusa con un definanziamento, e va collegata la riconoscimento di maggiori spazi e responsabilità alle professioni sanitarie dell’area tecnica, della riabilitazione e della prevenzione. È questa una delle indicazioni giunte da parte del Coordinamento Regionale delle Associazioni delle Professioni Sanitarie del FVG, (Co.Re.Aps) a cui aderiscono 16 associazioni rappresentative di circa 4000 professionisti appartenenti all’area tecnica, della riabilitazione e della prevenzione. Il Presidente dell’Organizzazione, Giorgio Sirotti, ha illustrato le proposte di modifica del progetto di riforma della sanità regionale nel corso dell’audizione di fronte alla III Commissione Salute del Consiglio Regionale, emendamenti condivisi anche dalle professioni non riunite dal Coreaps (infermieri e ostetriche) Le professioni sanitarie, ha assicurato Sirotti, intendono contribuire al processo di riforma con spirito di massima collaborazione: “Senza un forte investimento sui professionisti, l’equazione “più territorio meno ospedalizzazione”, che rappresenta a nostro avviso uno degli obiettivi forti di questa riforma, rischia di diventare un annuncio destinato a non produrre risultati concreti”, ha detto, ma il ruolo delle professioni sanitarie attualmente non appare sufficientemente definito all’interno di questo processo, “così come non si riconoscono elementi chiave rispetto al tipo di contributo che i professionisti possono garantire”. Il Co.Re.Aps ha sottolineato come la scelta di delegificare alcuni aspetti della riforma rischi di violare dei diritti, e ha chiesto che il passaggio degli atti amministrativi presso la Commissione Consiliare competente, al fine di acquisirne il parere vincolante. Altre indicazioni hanno riguardato poi le funzioni dei Distretti, che andrebbero definite meglio e rafforzate, e il dipartimento di prevenzione, che dovrebbe occuparsi dell’attività preventiva di base radicata sul territorio, lasciando le problematiche più complesse o settoriali e soggetti a livello regionale nell’ambito dell’Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute. Il Co.Re.Aps ha quindi sottoposto alla Commissione tre proposte di emendamento, che prevedono la creazione presso l’Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute di un’apposita area denominata “sviluppo delle professioni sanitarie e del sociale” composta da una rappresentanza delle professioni, la modifica delle competenze del dipartimento di prevenzione, e la rappresentanza degli Ordini delle Professioni Sanitarie.

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