Salute

Dal Consiglio regionale ai social: la diatriba sull'assistenza ai malati diventa propaganda

Il Pd presenta un emendamento per aggiungere ai familiari una rete di supporto informale a favore dei malati: la Lega ha accusato i dem di voler eliminare il concetto di famiglia

Il governatore Massimiliano Fedriga e l'assessore alla salute Riccardo Riccardi durante la discussione in aula

Prima si critica l'emendamento, poi si approva. Infine, la polemica sui social su qualcosa a cui si è detto "sì". La bagarre del Consiglio regionale sulla questione se far o meno assistere i malati senza familiari anche dagli amici è diventata una diatriba che ha fatto il giro del web, partendo dall'aula dove si stava discutendo la riforma sanitaria del Fvg. 

Le modifiche

Una situazione paradossale, portata avanti sulla pelle dei cittadini e, soprattutto, dei malati: alcuni emendamenti sono stati presentati dal Partito democratico al fine di consentire ad amici, vicini di casa e conviventi, ovvero persone vicine ai malati ma che non hanno un legame di parentela, di assistere ai degenti che non hanno familiari. In particolare il Pd, attraverso l'emendamento di Roberto Cosolini, ha chiesto di modificare l'articolo 8 (che prevede progetti personalizzati per i pazienti), sostituendo il termine famiglia con «rete formale e informale della persona» e l'articolo 2, modificando la dicitura «ruolo della famiglia» in «della rete di supporto e dei caregiver familiari».

Invece che ribattere in aula, il governatore del Fvg Massimiliano Fedriga ha preferito lasciare la sua opinione su Facebook, con un post inequivocabile.

primo post-2

L'emendamento, però, è stato approvato: il vicegovernatore con delega alla salute, l'assessore Riccardo Riccardi, ha infatti accolto l'emendamento del Pd ampliando la dicitura «famiglia», termine ripetuto in più articoli, a «rete di supporto familiare».

La risposta di Cosolini

«Il centrodestra dimentica che le persone possono anche essere sole e che in determinati momenti, come una malattia, potrebbero non avere una famiglia che li supporti e li assista. Allargare alcuni diritti anche a membri esterni, conviventi o amici, non significa minare il concetto di famiglia. Se il presidente Fedriga continua a strumentalizzare questo argomento, evidentemente non ha molti altri argomenti». 

L'uso dei social

Nonostante l'approvazione dell'emendamento, al governatore non è andata giù la proposta di allargare la cerchia assistenziale dei malati a chi non fosse parente, così ha rincarato la dose con un altro post su Facebook, rilanciato poi dal segretario del suo partito, ovvero Matteo Salvini. 

secondo post-2

Quando la discussione sembrava ormai archiviata, a diventare protagonista è stato Facebook e non più la riforma sanitaria in discussione e così Cosolini ha ribattuto in aula. «Il presidente mi attribuisce con ostinazione la “cancellazione della famiglia”. La realtà è che Giunta e maggioranza avevano invece dimenticato che ci sono anche altre figure di supporto al malato: conviventi, amici, persino vicini di casa in molti casi di solitudine. Semplicemente era doveroso che in legge fossero riconosciuti al pari della famiglia. Tant'è che alla fine l'emendamento è stato approvato con una modifica a prova di fraintendimenti, ma per la Lega resta solo una cosa: la macchina del fango prima di tutto». Queste la parole di Cosolini che ha aggiunto di essere rattristato dal fatto che il governatore «non abbia di meglio da fare che continuare a strumentalizzare questa cosa», anche perché, a sua detta, sarebbe stato sufficiente coinvolgere i tecnici per ricordarsi che inserire la dicitura "rete di supporto" non avrebbe escluso in alcun modo i familiari. 

La riforma sanitaria

Nel frattempo, oltre all'approvazione degli emendamenti sulla questione assistenziale, è stata varata l'intera riforma sanitaria. Il Consiglio regionale ha approvato con 27 sì del centrodestra e 18 no di Pd, Cittadini, Patto, Open Sinistra FVG, M5s e di Walter Zalukar del Gruppo Misto. Il ddl 70 è così diventato legge. «Questa riforma, frutto di ascolto e condivisione, è un atto di grande serietà perché impedisce che la sanità diventi preda di una concezione distorta del consenso elettorale, stabilendo che la politica stia fuori dalle decisioni tecniche e organizzative e rimanga correttamente nelle funzioni di indirizzo e controllo », ha commentato il governatore Massimiliano Fedriga, a margine del voto. «Due sono i motivi che mi rendono orgoglioso di questa riforma», ha detto l'assessore alla Sanità, Riccardo Riccardi: «la volontà espressa dalla maggioranza dell'Aula di aprire una fase di confronto con lo Stato sulla compartecipazione finanziaria della spesa sanitaria e il voto unanime dell'Aula sulla parte relativa all'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate».
 

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