rotate-mobile
Venerdì, 3 Febbraio 2023
Politica

Ater, 5.4 milioni a Trieste solo 11.4 al resto del Fvg: "’Ingiustizia"

Fontanini: “Più soldi a Trieste con popolazione inferiore e redditi più alti rispetto a Udine”

Ammontano a 11,4 milioni le risorse regionali del Fondo sociale ripartite tra le cinque aziende territoriali per l'edilizia residenziale (Ater) per l'anno corrente. Lo ha stabilito una delibera approvata oggi dalla giunta regionale su proposta dell'assessore alle Infrastrutture e territorio, Mariagrazia Santoro, che così ripartisce lo stanziamento: 5.437.000 euro all'Ater di Trieste, 436.000 euro all'Ater Alto Friuli, 1.590.000 euro all'Ater di Gorizia, 1.732.000 euro all'Ater di Pordenone, 2.205.000 euro all'Ater di Udine.

«Un’ingiustizia, l’ennesima nei confronti dei friulani». Questa la reazione del presidente Pietro Fontanini quando ha appreso la ripartizione del Fondo sociale. «Ancora una volta il capoluogo giuliano, con una popolazione inferiore e livelli di reddito più elevati, riceve più fondi rispetto alla provincia di Udine dove ci sono il doppio degli abitanti e fasce di reddito certamente inferiori in confronto a Trieste. Purtroppo – sottolinea Fontanini - assistiamo all’ennesima iniquità nei riguardi del nostro territorio che, non solo sostiene gli interventi delle altre zone, ma riceve di meno malgrado abbia più esigenze da soddisfare. E’ un meccanismo ingiusto e non riguarda, purtroppo, solo le case popolari. I friulani devono arrangiarsi. A Trieste sanno che le case ce le costruiamo da soli senza aiuti pubblici. Tuttavia – conclude Fontanini - la Regione non si sta accorgendo che la povertà (si vedano i redditi pro capite) sta aumentano moltissimo nella provincia di Udine rispetto a Trieste».

«E' il primo riparto che segue alla legge regionale di riforma della casa e al nuovo regolamento di edilizia sovvenzionata» ha sottolineato l'assessore Santoro, precisando come «gli importi e le finalità degli stanziamenti restano allineati a quanto previsto ante riforma, poiché continuano a coprire le minori entrate nei canoni di locazione e nelle quote per i servizi accessori pagati dagli assegnatari degli alloggi, oltre ad essere destinati anche a interventi di manutenzione delle case Ater».

Rispetto al precedente regolamento, il riparto avviene però coerentemente alle indicazioni delle stesse Ater ovvero, come ha spiegato ancora Santoro «sulla base di una proposta presentata dalle aziende territoriali e adottata annualmente in sede di conferenza dei direttori generali di ciascuna azienda». In questo modo il riparto tiene conto anche dei canoni corrisposti nell'anno precedente dagli assegnatari, con particolare attenzione a quelli pagati dalle fasce economicamente più deboli di utenti con un Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) fino a 10.000 euro, e non più sui dati statistici Insiel e sulla base di percentuali fisse.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ater, 5.4 milioni a Trieste solo 11.4 al resto del Fvg: "’Ingiustizia"

UdineToday è in caricamento