Mazzolini (LN): "Con l'arrivo dei profughi, a Tarvisio finirà il turismo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

"Il prefetto di Udine Provvidenza Delfina Raimondo, con l’avvallo delle minoranze consiliari, ha sancito il tracollo economico del Tarvisiano". Non usa mezze parole Stefano Mazzolini, esponente della Lega Nord, per esprimere tutto il proprio disappunto dopo l’ufficializzazione dell’arrivo di un centinaio di profughi in primavera. "Viviamo in un Paese senza più regole, dove ognuno può fare ciò che vuole – tuona Mazzolini – e dove le sorti di un territorio non sono decise dal sindaco e dai cittadini, ma da chi non sa nemmeno dove si trova la Valcanale. La cosa più grave è che anche i consiglieri delle opposizioni (Enrico Toniutti, Marco Lazzarini) sostengono questa scelta: dovranno assumersi la responsabilità di aver portato Tarvisio al declino economico, sociale e turistico".

Il consigliere del Carroccio è arrabbiato, deluso e seriamente preoccupato. Soprattutto per la sicurezza di bambini e famiglie. "L’arrivo in valle di un centinaio di profughi non mi lascia tranquillo – assicura – e per questo, come Lega Nord, cercheremo di sensibilizzare la popolazione locali sui rischi che potranno sorgere un po’ per tutti. Basta con i falsi buonismi – aggiunge Mazzolini – l’apertura di un centro di accoglienza in valle rappresenta la fine del turismo e dello sviluppo per il nostro territorio. Chi mai verrà più a investire la noi?".

Il leghista dà ragione al sindaco Renato Carlantoni quando imputa alla scarsa compattezza della popolazione su questo tema l’arrivo dei profughi: "Dovevamo dimostrarci da subito intransigenti, tutti insieme. Ora che la La Marmora sarà trasformata in un ostello di migranti, potremo dire addio ai nostri sogni di sviluppo. Non si è fatto abbastanza per impedire questa neo colonizzazione di disperati e anzichè ridare la caserma agli alpini si è preferito metterla nelle mani dei profughi. E' vergognoso".

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