Mazzolini: "La politica per la montagna della giunta Serracchiani? Un fallimento"

Il leghista, ex presidente di Promotur, tuona contro la Regione ma condivide l'idea di fare mettere in gioco gli operatori del turismo

Stefano Mazzolini

Stefano Mazzolini, ex presidente di Promotur e referente per la Lega Nord in Alto Friuli, si scaglia contro la politica sulla montagna della giunta Serracchiani

"Operatori e Consorzi devono fare la loro parte per favorire lo sviluppo del turismo montano – afferma Mazzolini –. Dopo lo svuotamento di Promotur, però, è venuto meno quel raccordo tra operatori e Regione che la società di gestione dei poli sciistici garantiva. Si è creato un buco e i risultati sono disastrosi, come dimostrano i numeri diffusi qualche giorno fa da Turismo Fvg".

Mazzolini, quindi, considera uno sbaglio aver cancellato Promotur. "Il ruolo di raccordo svolto dalla società regionale – aggiunge – non può essere lasciato in capo ai sindaci, che non sanno cosa significhi lavorare a partita Iva e dipendere dai flussi turistici per sopravvivere. Senza contare – precisa – che i sindaci sono troppo orientati politicamente. Gli effetti della crisi e dell’estate nera li conoscono gli operatori, che li hanno subiti sulla propria pelle, e non certamente i primi cittadini".

Detto questo Mazzolini, che a Tarvisio gestisce un ristorante, si augura che la Regione ponga rimedio a questo “vuoto istituzionale”, ricreando quelle condizioni utili a consentire agli imprenditori della montagna di avere un filo diretto con chi gestiva i poli turistici (Promotur). "A chi si rivolgono oggi gli operatori? – si chiede Mazzolini –. Chi risponde dei danni e delle assenze della Regione sul territorio montano?".

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