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Domenica, 3 Luglio 2022
ambiente e territorio

Promossi e bocciati della montagna friulana: ecco gli esempi virtuosi e non

In Friuli Venezia Giulia assegnate da Legambiente cinque bandiere verdi e due nere nell'ambito dell'iniziativa "Carovana delle Alpi"

Puntuali, come avviene ogni estate dal 2004, sono arrivate le “bandiere verdi” che Legambiente attribuisce nell'ambito della sua campagna Carovana delle Alpi, per segnalare esempi virtuosi di iniziative e progetti nei territori montani. “Le cinque bandiere attribuite quest’anno, condensano diverse pratiche virtuose e innovative”, commenta Sandro Cargnelutti, presidente di Legambiente, “quali il turismo sostenibile radicato nella cultura e natura dei luoghi, processi partecipati per disegnare il futuro delle comunità, il digitale al servizio della prossimità nel favorire permanenza dei piccoli negozi della montagna interna, inedite filiere circolari, esempi di senso civico, creatività e cittadinanza attiva dei giovani. Le bandiere nere mettono a fuoco due temi: il sovradimensionamento, non giustificato dal punto di vista tecnico di opere di protezione e autorizzazioni di strutture edilizie che rappresentano una ferita al paesaggio e all’ambiente in cui le comunità operano”. Ecco, di seguito, l'elenco delle bandiere verdi e di quelle nere.

Bandiere verdi

A Friûl Cashmere (una filiera sostenibile)

Frisanco (comune nel Parco delle Dolomiti friulane in provincia di Pordenone): le capre sono sempre state presenti nella montagna pordenonese ma, con l'abbandono e lo spopolamento, quest'attività si è persa e le capre friulane si sono estinte. Paola Zaccone e Tatiana Sbaragli hanno avviato nel 2020 un allevamento di capre asiatiche da fibra cashmere, assieme alla collaboratrice Martina De Florio. Così è nata l'azienda Friûl Cashmere che oltre alla produzione di fibra gestisce dei trekking con le capre, per scoprire la selvaggia Val Colvera. Motivazioni alla bandiera: da un allevamento di capre nelle Dolomiti friulane nasce una rete di microstalle che permette di aumentare il numero di capi e la produzione, senza diminuire il benessere animale, coinvolgendo il territorio. La filiera circolare si chiude con una bottega artigianale a Udine.

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