Quale futuro per le startup nell'Euroregione?

Incontro trilaterale ad Asolo per discuterne

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

La Carinzia ha pronto un piano quinquennale da 100 milioni di euro per potenziare il proprio sistema regionale a supporto delle start up e delle piccole e medie imprese che vogliono introdurre tecnologie e innovazione. Oltralpe, dove sono già state definite le priorità strategiche e una politica industriale, si lavora soprattutto sulla sinergia tra vari attori pubblici e privati, anche se la dotazione finanziaria e la presenza di un piano chiaro di investimenti sul medio periodo non può che aiutare.

E' stato questo il punto di partenza del costruttivo confronto che si è svolto martedì (10 dicembre ndr) ad Asolo, nell'ambito di un convegno organizzato alla Fondazione La Fornace di Treviso, partner del progetto Interreg Italia Austria Inco-Net, di cui Friuli Innovazione è capofila.

"Strumenti ed opportunità a sostegno della nuova impresa: un confronto tra esperienze in Europa" era il titolo della tavola rotonda, a cui erano presenti molti imprenditori e investitori veneti ed alcune start up friulane.

Una decina i relatori, che hanno dovuto confrontarsi con un pubblico attento e pronto a riscontrare la mancanza di strategia da parte delle regioni (i rappresentanti di Confindustria Veneto hanno chiesto un regolamento regionale per gli incubatori) e la necessità di supportare anche start up in cui gli elementi innovativi (prevalentemente portati dalle nuove tecnologie) si coniughino con settori tradizionali del manifatturiero.

"E' vero - ha detto Fabio Feruglio, direttore di Friuli Innovazione, che gestisce uno dei due incubatori certificati del Friuli Venezia Giulia - che poter operare nel quadro chiaro di una politica industriale e dell'innovazione a livello regionale consentirebbe ad attori quali i Parchi Scientifici e Tecnologici di operare con una maggior consapevolezza del valore delle proprie iniziative a favore del territorio e porterebbe ad una naturale e maggior integrazione tra gli attori della filiera ricerca - impresa."

Il piano presentato dal KWF (agenzia per lo sviluppo carinziana) riguarda non solo il potenziamento delle strutture austriache - come l'incubatore di Klagenfurt - ma anche una stretta collaborazione con i territori limitrofi, con l'obiettivo di creare una rete di relazioni e servizi per le startup che coincida con l'euroregione e sia capace di attrarre investimenti proprio in funzione di una massa critica di imprese e di competenze che così si riuscirebbe ad ottenere, grazie anche al valore aggiunto dato dalla multiculturalità dell'area. Nodi principali di questa rete sicuramente oltre al KWF, la Fornace di Treviso per il Veneto e Friuli Innovazione per il Friuli Venezia Giulia.

Un piano ambizioso, a detta degli stessi proponenti - ma che grazie a progetti internazionali come Inco-net sta acquisendo concretezza.

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