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Regione contraria alla semina Ogm, Bolzonello: "ci vuole una norma"

All'assemblea della Coldiretti, l'assessore all'agricoltura ha commentato la semina a Mereto di Tomba per mano di Fidenato. Ermacora: "Ci vuole promozione dei prodotti agro-alimentari e nuovi strumenti, non piante geneticamente modificate"

"No agli Ogm in regione". Parola del vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello, che ha commentato il nuovo gesto di Giorgio Fidenato, che proprio domenica ha seminato un altro campo con piante geneticamente modificate in un campo a Mereto di Tomba. “L’agroalimentare è centrale per il rilancio dell’economia del Fvg. Con i suoi prodotti di alta qualità, che dovranno essere allargati, rappresenterà al meglio il Fvg anche nelle campagne promozionali. In questa ottica di qualità alla quale il Fvg deve tendere, dannose sono le semine di mais Ogm contro le quali la Regione, sapendo di non aver alcun potere per intervenire, ha prontamente informato e sollecitato il 6 giugno il governo nazionale ad approvare una norma che regolamenti la semina di piante Ogm”.

Bolzonello, durante l'assemblea Coldiretti ha annunciato di voler togliere la promozione all’Ersa, che dovrà tornare alle origini assicurando assistenza alle imprese, che affronterà l’emergenza posta dalla crisi del settore lattiero caseario ed ha annunciato l’intenzione di far aprire le finanziarie regionale al mondo agricole.  

Accolte dall’assessore le richieste del presidente Ermacora su concertazione, ruolo e funzioni del Tavolo Verde, revisione della promozione e degli impianti di produzione di energie elettrica che utilizzano produzioni agricole, il finanziamento dei Consorzio di bonifica  e dell’Associazione Allevatori. “Il settore agroalimentare – ha detto Ermacora, affiancato dal direttore di Coldiretti Angelo Corsetti – rappresenta il 15 del Pil regionale, percentuale che potrebbe essere superiore se si calcolassero gli effetti positivi sull’economia degli agriturismo e del turismo legato al vino e alla ristorazione di qualità. Occorre però sostenere maggiormente il primario”, ha concluso Ermacora ricordando che non si riescono a trovare i 200 milioni di euri necessari per finanziare un piano irrigui che riduca il consumo di acqua e allarghi le aree servite dal servizio, ma se sono spesi in questi 5 anni oltre 250 milioni di euro per i soli impianti di risalita e per la loro gestione.

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