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Agricoltura: spendere di più in innovazione e rivedere l'Ersa

L'appello lanciato dal presidente di Confagricoltura Claudio Cressati. "E' un settore che per competere ha bisogno di scienza. Nella sperimentazione agricola s'investe sempre di meno, bisogna cambiare rotta"

«L’agricoltura per crescere e competere, per soddisfare i sempre maggiori bisogni di cibo per una popolazione in costante aumento nel pianeta, per raccogliere la sfida di produrre di più ma con meno suolo coltivabile, meno chimica e meno impatto ambientale, ha necessariamente bisogno di ricerca e innovazione mirate. La ritengo una priorità assoluta». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Fvg, Claudio Cressati, commentando la proposta di riforma della Pac attualmente in discussione.  

«Alle imprese agricole si chiede sempre più di muoversi in una logica di bioeconomia – ha osservato Cressati -. La grande sfida della scienza è data dal fatto che agricoltura, ambiente, territorio, energia e salute devono diventare un insieme inscindibile. Non è solo questione di cibo, ma di habitat, di rapporto con la natura, di tutela del territorio. Per innovare serve una costante attività di ricerca sostenuta adeguatamente dal finanziamento pubblico. A proposito, la Giunta regionale dovrebbe rivedere le funzioni dell’Ersa come annunciato anche durante la recente campagna elettorale. Il fatto è che nella sperimentazione agricola si investe sempre meno; bisogna invertire la rotta. D’altronde è stato calcolato che ogni euro impegnato oggi in ricerca genererà 10 euro di valore aggiunto entro il 2025. L’occasione per rilanciare, con adeguate politiche di settore, la ricerca scientifica a livello europeo può venire sicuramente dalla nuova riforma della Pac – ha concluso il presidente di Confagricoltura Fvg -. E vanno colte le opportunità del Pei (Partenariato Europeo per l’Innovazione) per l’agricoltura. Alla scienza chiediamo risposte dirette a favorire l’autoapprovvigionamento, a incrementare le rese e a soddisfare i nuovi bisogni degli agricoltori e della collettività».

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