Economia

Primo trimestre 2021: in Fvg 2.300 assunzioni in meno, ma a marzo segnali di svolta

Indagine Ires Fvg su dati Inps: nel primo trimestre del 2021 il numero di nuovi rapporti di lavoro dipendente attivati in Friuli Venezia Giulia nel settore privato (esclusa l’agricoltura) è diminuito del 7,9%

Nel primo trimestre del 2021 il numero di nuovi rapporti di lavoro dipendente attivati in Friuli Venezia Giulia nel settore privato (esclusa l’agricoltura) è diminuito del 7,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (circa 2.300 unità in meno). La flessione ha riguardato tutte le tipologie contrattuali, ad eccezione del lavoro somministrato (+16,6%); questa variazione positiva è probabilmente associata ad una fase espansiva del settore manifatturiero regionale. Lo evidenzia il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo che ha rielaborato dati Inps. La diminuzione è inoltre concentrata a gennaio (-23,4% rispetto allo stesso mese del 2020) e febbraio (-15,2%) ed è legata alla pandemia Covid-19 e delle conseguenti restrizioni, che per alcune attività economiche sono state particolarmente pesanti.

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Il mese di marzo 2021 ha invece evidenziato una ripresa delle assunzioni nel confronto con lo stesso mese dell’anno scorso (+31,1%), in particolare di quelle a tempo determinato e in somministrazione. Poiché il mese di aprile 2020 è stato quello più critico, con un numero di ingressi nel mercato del lavoro regionale diminuito di oltre l’80% rispetto allo stesso periodo del 2019, pur non essendo disponibili ancora i dati del secondo trimestre, è probabile che la ripresa delle assunzioni sia proseguita anche nei mesi più recenti.

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In calo anche le cessazioni dei rapporti di lavoro

Nella prima parte del 2021 sono diminuite, in misura maggiore rispetto alle assunzioni, anche le interruzioni dei rapporti di lavoro (-27,7% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente), soprattutto quelle relative ai contratti stagionali (-63,9%) e intermittenti (-46,1%). Per quanto concerne le motivazioni delle cessazioni, la flessione maggiore ha riguardato quelle di natura economica (-59,3%), soprattutto per effetto del blocco dei licenziamenti introdotto dal Governo con il Decreto del 17 marzo “Cura Italia” e successivamente prorogato.

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I licenziamenti di natura economica comprendono quelli avvenuti per giustificato motivo oggettivo, licenziamento collettivo, per esodo incentivato, cambio appalto o interruzione di rapporti di lavoro nel settore edile per completamento dell’attività e chiusura di cantiere. Nei primi tre mesi di quest’anno è sensibilmente diminuito anche il numero di variazioni contrattuali (-33,7%); principalmente si tratta di passaggi da tempo determinato a indeterminato.

Il bonus baby sitting

L’introduzione del cosiddetto bonus baby-sitting, la cui erogazione avviene tramite il Libretto Famiglia, aveva comportato un enorme incremento di questa tipologia di lavoro occasionale, in particolare nel periodo marzo-agosto dell’anno scorso. Tale misura era stata introdotta per fare fronte all’aumento dei carichi familiari a seguito della chiusura generalizzata delle scuole. Nel primo trimestre di quest’anno tale fenomeno si è fortemente ridimensionato, tanto che le ore di lavoro occasionale retribuite mediante il Libretto Famiglia sono diminuite del 67,3% (in particolare a marzo sono state 17.442, contro le 114.050 di marzo 2020). Si ricorda che possono fare ricorso alle prestazioni di lavoro occasionale tramite il Libretto Famiglia soltanto le persone fisiche, per remunerare: 1) lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione; 2) assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità; 3) insegnamento privato supplementare; 4) acquisto di servizi per l’infanzia; 5) steward negli impianti sportivi; 6) bonus baby-sitting (decreto Cura Italia 2020, art. 23, art. 25) e dall’articolo 72 del DL n. 34/2020 (decreto “Rilancio”). 

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