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Manifatturierio, situazione ancora critica in Alto Friuli

L'indagine effettuata dal gruppo industria della Cisl, nell'area di competenza, ha evidenziato la situazione occupazionale in 40 realtà del territorio: necessari interventi immediati per fare ripartire l'economia

Meno posti di lavoro, ricorso agli ammortizzatori sociali e diffuse situazioni di difficoltà. È questa la fotografia scattata dal gruppo ‘Industria’ della Cisl Alto Friuli per aggiornare lo stato di salute del manifatturiero nel comprensorio di competenza e per ribadire la necessità di interventi urgenti per far ripartire l’economia e scongiurare nuove perdite di posti di lavoro.

Entrando nel dettaglio, sui 3.158 addetti impiegati nelle principali 40 aziende del manifatturiero operanti in Alto Friuli, nel 2013 si sono persi 238 posti di lavoro (7,5%) a seguito della cessazione dell’attività di 9 realtà; in altre 4 aziende la situazione attualmente è ritenuta ‘critica’ e a rischio ci sono 335 maestranze (10,6%); in ulteriori 20 imprese si sono attivati invece gli ammortizzatori sociali che stanno interessando tra Cig, Cigo e Cds ben 1.056 lavoratori (il 33,4%); rimane invece fortunatamente positiva la situazione in 17 società (42,5%) che complessivamente danno lavoro a 2.370 operai (il 75% complessivamente).

Segnali di tenuta invece sul fronte del settore cartario e cartotecnico dove sui 1.200 occupati circa nelle principali fabbriche del territorio, sono attualmente interessati da ammortizzatori sociali ‘solamente’ in 200.

Continua invece a soffrire l’edilizia che su base provinciale tra il 2008 ed il 2013 ha perso ben 412 imprese (-30%), ben 2.024 occupati  (-31%), gran parte dei quali risiedono proprio in Alto Friuli, con una scomparsa di oltre 330 mila ore lavorative.
Per quanto riguarda infine le aziende metalmeccaniche artigiane, quelle di cui il più delle volte ci si dimentica, ma che costituiscono una presenza diffusa sul territorio montano e pedemontano, risulta che a fine 2013 le aziende che sono ricorse ad accordi di Cig in Deroga sono state 258, quelle invece soggette ad accordi Ebiart 3, in totale 261, il 13% circa del totale aziende presenti in Alto Friuli. I lavoratori coinvolti su questo fronte complessivamente sono ben 704.

Le richieste avanzate dai rappresentanti sindacali riguardano interventi incentivanti per le ristrutturazioni, comprese le scuole, per le quali la Cisl ricorda tra l’altro che ci saranno 60 milioni di euro a disposizione nel Fondo Sociale Europeo. Inoltre, la difesa e la sistemazione idrogeologica del territorio, alla luce dei continui dissesti che si registrano nelle vallate montane nonché il recupero delle Caserme dismesse e la liberazione di spazi finanziari per i comuni che attendono di realizzare le proprie opere pubbliche.

Per alleggerire il ‘gap’ competitivo, il sindacato suggerisce di abbattere, nell’attesa di sgravi fiscali, i costi energetici e quelli derivanti dall’eccessiva ed insostenibile burocrazia.
 

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