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Confindustria: ecco come aderire ai bandi europei

Un seminario per parlare di Horizon 2020, un progetto da 15 miliardi di euro per finanziare ricerca e innovazione. Tonon: "a Udine c'è voglia di aderire ai bandi europei"

Con oltre 15 miliardi di euro complessivamente previsti per il primo biennio sta per partire il nuovo programma dell’Unione europea per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione – Horizon 2020 che offre interessanti opportunità per le imprese anche attraverso azioni specifiche dirette a favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese.
 
Al fine di mettere le imprese in condizione di concorrere con esito positivo ai bandi di Horizon 2020, Confindustria Udine, avvalendosi del supporto tecnico di Sistemi Formativi Confindustria SCpa ed in partnership con la Camera di Commercio di Udine, ha promosso a palazzo Torriani un apposito seminario su come accedere correttamente e in modo vincente a questi nuovi strumenti. In apertura di incontro il presidente di Confindustria Udine, Matteo Tonon è partito ricordando il dato, appena reso noto, secondo cui nel periodo 2007-2013 il 28% delle aziende regionali ha rinunciato ad un contributo europeo PorFest (Fondo europeo di sviluppo regionale) finalizzato ad investimenti in ricerca e innovazione. “Proviamo a guardarlo in positivo: pur in tempi di crisi, sono stati comunque rendicontati oltre due terzi dei progetti di investimento. La voglia di crescere c’è ancora”.
 
Tonon non ha nascosto infatti il desiderio dell’industria di puntare su sviluppo e futuro, recuperando “i 23 punti che oggi come oggi, fatto 100 il valore della produzione industriale del 2008, ci separano per tornare ai livelli di cinque anni fa. Una nuova fase di crescita passa attraverso la centralità del manifatturiero e il bando di Horizon 2020, che fa perno su componenti quali la produttività, l’efficientamento e l’innovazione per creare nuovo benessere sociale, è in piena sintonia con le attese del sistema produttivo regionale. Tanto più – ha aggiunto Tonon – che questo bando, che presenta procedure più semplificate rispetto ai precedenti, apre alla possibile partecipazione anche della piccola e media impresa”. Dal canto suo  Alessandra Sangoi, vice presidente di Confindustria con delega all’innovazione, ha ricordato come dietro ad Horizon 2020 ci sia la precisa strategia di portare nell’Unione Europea la spesa per ricerca e sviluppo al 3% del PIL nel 2020 (dal 2,1 medio attuale). “In Europa solo Finlandia, Svezia e Danimarca superano il parametro comunitario, seguite da Germania ed Austria (poco meno del 2,8%). L’Italia, al momento, con il suo 1,26% è nelle retrovie dietro anche a Portogallo e Spagna”.

 
“Il problema – ha evidenziato Sangoi – è che in Italia manca un contesto favorevole per sviluppare questi progetti che hanno insita un’alta percentuale di rischio. L’industria si trova sola ad affrontare questi percorsi perché non c’è supporto né dal sistema Paese né dal sistema finanziario visto che latita da noi pure lo strumento del venture capital. Come Confindustria siamo pronti a fare la nostra parte per vincere la sfida della competizione”.

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