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Settore dolciario: la battaglia per l'apertura oltre le 18 ha garantito il 50% del fatturato

L’appello di Confartigianato Gelatieri Fvg alle istituzioni: «Entro le norme di sicurezza, lasciateci lavorare e rimodulate le scadenze fiscali per il 2021»

Il presidente regionale di Confartigianato Gelatieri, Giorgio Venudo, ha illustrato i risultati del settore grazie al pressing artigiano sul Governo perché nel Dpcm del 14 gennaio non fosse imposta la chiusura alle 18 a pasticcerie, pizzerie al taglio, gelaterie, cioccolaterie e similari.

GIORGIO VENUDO-2

L’andamento delle attività per pasticcerie, pizzeria al taglio, gelaterie, cioccolateria e simili tipologie rientranti nel commercio del dolciario stanno dimostrando l’utilità della battaglia condotto da Confartigianato Fvg, in cordata con l’associazione nazionale, perché il Dpcm che resta in vigore fino al 15 febbraio contemplasse l’apertura fino alle 22 e non la chiusura alle 18, come inizialmente previsto. «In questa epoca pandemica stiamo riscontrando che i consumatori si stanno organizzando per cercare una certa “normalità” pur tra divieti e prescrizioni – spiega il presidente di Confartigianato Gelatieri Fvg Giorgio Venudo – e ciò comporta che i nostri negozi siano frequentanti anche nelle ore serali per poter acquistare prodotti di qualità per asporto». Si tratta di «ore di lavoro preziose», sottolinea Venudo, che in molti casi valgono «fino al 50% dell’incasso giornaliero».

La proposta

Un’opportunità di business che però rischiava di essere preclusa a queste tipologie commerciali. «La prima idea del Dpcm era quella di imporci la chiusura alle ore 18 – ricostruisce Venudo -. È solo a seguito di una forte presa di posizione della nostra associazione di categoria e della lettera che il presidente del comparto Alimentazione, Massimo Rivoltini, ha scritto al ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, che le cose sono cambiate». Perciò il presidente regionale di categoria Venudo evidenzia «il ruolo importante che ha avuto l’attenzione del ministro nell’analizzare le nostre motivazioni e nel riconoscerne la fondatezza, prevedendo di conseguenze nel Dpcm la possibilità di aprire oltre le ore 18».

I dati

In Friuli Venezia Giulia le imprese artigiane del comparto sono 407 e occupano oltre 1.600 persone. «La situazione resta molto complessa – afferma Venudo –, attendiamo fiduciosi i prossimi ristori, auspichiamo una modulazione sulle scadenze fiscali del 2021 che tenga conto del drastico calo dei nostri fatturati. Soprattutto, però, chiediamo – conclude – di poter lavorare tutto quel che si può, garantendo sicurezza, per partecipare in questo modo fattivo a risollevare le nostre aziende e, con esse, l’economia regionale e del Paese».  

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