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Temperature alte. A Udine oltrepassati i limiti di ozono nell'aria

La stabilizzazione delle attuali condizioni meteorologiche ha portato le quantità di ozono fino a 187 microgrammi per metro cubo, oltre cioè la soglia di informazione. L’Arpa prevede valori alti almeno fino a giovedì

Con la stabilizzazione delle attuali condizioni meteorologiche, tipiche di questo periodo dell’anno, la quantità di ozono nell’aria inizia a registrare i primi picchi verso l’alto. Lunedì 9 giugno infatti, la stazione di monitoraggio della qualità dell’aria di via Cairoli ha segnalato livelli di ozono pari a 187 mg/mc (microgrammi per metro cubo), valori superiori dunque al limite di attenzione (180 mg/mc) previsto dalla normativa vigente (il secondo livello, detto di allarme, lo ricordiamo, è fissato invece a 240 mg/mc). Più bassi, anche se di poco, i livelli registrati, lo stesso giorno, dalla centraline di sant’Osvaldo, dove la colonnina si sono fermati a un massimo di 187 mg/mc

Stando alle previsioni dell’Arpa, i livelli di ozono nell’aria resteranno al di sopra della soglia di attenzione anche per oggi, 10 giugno, e per domani, 11 giugno e, con ogni probabilità, anche fino a giovedì 12. L’Arpa e gli uffici comunali monitorano costantemente la situazione e, allo stesso tempo, consigliano come sempre in questi casi alla cittadinanza, in particolare ai soggetti sensibili come bambini e anziani, di evitare di uscire di casa nelle ore più calde della giornata, indicativamente nella fascia compresa tra le 13 e le 18.

L’ozono, lo ricordiamo, è il prodotto di una serie di reazioni chimiche che partono da alcuni inquinanti primari emessi direttamente dagli autoveicoli, e che sono favorite dalla presenza delle radiazioni del sole. Proprio per queste motivazioni le concentrazioni più elevate di ozono si raggiungono nel periodo estivo e nelle ore più calde della giornata in cui è massimo l’irraggiamento solare. Dal punto di vista medico, il principale bersaglio dell’ozono sono le mucose, in particolar modo le vie aree. Le conseguenze sulle vie aeree dipendono dalle concentrazioni dell’ozono e dal tempo di esposizione. A concentrazioni sempre crescenti, e comunque ben al di sopra dei limiti indicati dalla normativa come limiti di attenzione e per periodi prolungati di tempo, gli studi epidemiologici dimostrano un aumento del rischio di riduzione dei parametri di funzionalità respiratoria e dell’insorgenza di sintomi irritativi delle vie aeree. Aumentando l’attività fisica e, quindi, la profondità e frequenza del respiro, aumenta la penetrazione dell’ozono nelle vie aeree più basse.

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