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Immagine d'archivio

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Decreto Ristori Bis, anche per i trasporti pubblici: in FVG finora solo 15 veicoli in più

"Con il decreto Ristori Bis del Governo, sono in arrivo altri 300 milioni per le imprese del trasporto pubblico locale. Ora basta con i tagli alle corse, ci si adoperi per potenziare il servizio". Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Cristian Sergo, Ilaria Dal Zovo, Mauro Capozzella e Andrea Ussai. 

"Con il decreto Ristori Bis del Governo, sono in arrivo altri 300 milioni per le imprese del trasporto pubblico locale. Ora basta con i tagli alle corse, ci si adoperi per potenziare il servizio".  Lo affermano in una nota i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Cristian Sergo, Ilaria Dal Zovo, Mauro Capozzella e Andrea Ussai. 

La situazione

"Continuiamo a vedere situazioni di difficoltà nel trasporto pubblico locale e per la prima volta anche il presidente Fedriga ha dichiarato che abbiamo avuto e abbiamo un problema in questo settore, cosa che fino a metà ottobre veniva negata in ogni sede. Con i nuovi fondi messi a disposizione dall'Esecutivo Conte - sostiene il Gruppo consiliare M5S - ci attendiamo un vero potenziamento, a differenza di quanto fatto finora con solo 15 mezzi aggiuntivi, mentre altre Regioni hanno incrementato il parco vetture anche di 350 veicoli"

Il potenziamento del servizio

"In un momento in cui dovremmo iniziare a invitare le persone a stare a casa, per limitare l'aumento esponenziale della curva dei contagi che sta mettendo sotto stress le nostre strutture ospedaliere, ci sono ancora tantissime persone che devono raggiungere il posto di lavoro e sarebbe controproducente e illogico arrivare a tagliare corse. Semmai - aggiungono i quattro consiglieri - andrebbero implementate in alcuni orari e tratte per evitare assembramenti, affollamenti e garantire il 50% di riempimento previsto dal Governo. Non vorremmo infatti trovarci nella situazione, già vissute questa primavera, di operatori del sistema sanitario, spesso precari, che costretti a raggiungere il posto di lavoro in taxi pagavano più di trasporti di quanto effettivamente percepivano". 

"Il fatto che gli studenti delle scuole secondarie non svolgano più le lezioni in presenza - commentano i pentastellati - non deve essere occasione per tornare all'orario estivo o, peggio ancora, per tagliare ulteriori corse oppure attivare la cassa integrazione per gli operatori del settore, considerati gli sforzi del Governo e della Regione per garantire le entrate previste dai contratti stipulati, sopperire ai mancati guadagni e rimborsare i biglietti non utilizzati".  "Basterebbe rivedere gli orari e potenziare il servizio laddove serve in questo momento - conclude la nota -. Un qualcosa cui sicuramente hanno pensato le ditte che gestiscono il servizio durante l'estate, per farsi trovare pronte a quella che da molti veniva prevista come una seconda ondata

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