Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Passeur in manette dopo la fuga in Ungheria

Un cittadino di origine sudanese deve scontare una pena di oltre 4 anni per una condanna del Tribunale di Udine, per fatti avvenuti a Tarvisio nel giugno del 2013

Aveva tentato di trasportare dei stranieri senza permesso di soggiorno in Italia, passando dal valico di frontiera di Tarvisio, ma dopo alcuni giorni di custodia cautelare era sto messo in libertà e aveva fatto perdere le sue tracce. Dopo una lunga indagine condotta dalla Squadra Mobile di Udine con il coordinamento della locale Procura, della Direzione Centrale della Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia ha tratto in arresto l'uomo, 60enne cittadino sudanese, estradato in Italia.

I fatti

Il personale della questura di Udine, in collaborazione con quello della Polizia di Frontiera di Roma Fiumicino, ha dato esecuzione all’ordine di carcerazione, emesso nell'ottobre del 2016 dalla locale Procura della Repubblica, nei confronti di un passeur 60enne. Il cittadino, di origine sudanese, deve scontare una pena di 4 anni, 11 mesi e 25 giorni di reclusione, a seguito della condanna del Tribunale di Udine, per fatti avvenuti a Tarvisio nel giugno del 2013, quando era stato arrestato in quanto sorpreso a condurre un un furgone con targa magiara, al cui interno vi erano 11 persone: 10 etiopi ed 1 sudanese, tutte sul territorio italiano senza regolare permesso. Per l’autista erano scattate le manette e, dopo alcuni giorni di custodia cautelare, l'uomo era stato rimesso in libertà. Da allora non ha fatto più ritorno in Italia. 
Successivamente all’emissione del provvedimento, per cui la Procura di Udine aveva disposto il mandato di arresto europeo, l’attività investigativa ha permesso di rintracciare il latitante nel gennaio 2017, in Ungheria, nazione dove stabilmente residente. L’estradizione è avvenuta solo nella giornata di ieri in quanto l’uomo in precedenza era stato carcerato in quella nazione per aver fatto uso di denaro falso e altri reati minori: solo dopo aver concluso il periodo di carcerazione ungherese è stato disposto il suo trasferimento in Italia. Il condannato è stato associato presso il carcere di Terni.

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