Cronaca Stregna

Ikarus, quando si mescolano plurilinguismo, ambiente, economia, sviluppo e cultura

Da aprile a luglio 2021 pronto a partire il festival del Comune di Stregna, capofila di un'iniziativa che vede coinvolte circa 50 realtà locali, nazionali e internazionali.

Un festival che coordinerà in modo omogeneo un ricco calendario di eventi culturali, artistici, escursioni, attività formative, scambio di buone pratiche e utilizzo di elementi di innovazione tecnologica nell’ambito della comunicazione. È Ikarus, il progetto coordinato dal Comune di Stregna e che si avvarrà di un ampio partenariato di  cinquanta realtà tra soggetti pubblici e privati con un forte radicamento territoriale e spesso animati da giovani.

L'idea parte dal Mibact che con “Borghi in festival 2021” ha inteso finanziare le attività culturali per la rigenerazione dei piccoli Comuni.
Ikarus si svolgerà, tra aprile e luglio 2021, nei borghi di diversi Comuni della fascia orientale del Friuli Venezia Giulia, lungo il confine con la Slovenia, nel territorio della Green Belt, la grande infrastruttura verde europea che ha sostituito la vecchia cortina di ferro.

La Green Belt filo conduttore

E sarà proprio la Green Belt il filo conduttore di Ikarus, permettendo di evidenziare le specificità del territorio, le sue tradizioni, le attività produttive, le professionalità, l’elevata naturalità ancora esistente. I soggetti partecipanti porteranno la loro esperienza operativa specifica e il forte legame con l’area, così da consolidare la diffusione delle conoscenze e la maggiore ricaduta delle azioni sviluppate.

Un progetto plurilingue e pluriculturale

Il tutto in un contesto in cui nel giro di pochi minuti si passa con naturalezza dalla lingua italiana a quella slovena e quella friulana, che non di rado si mescolano e si ibridano. Questo aspetto, infatti, costituisce un elemento caratterizzante e portante del progetto, le cui attività di promozione e comunicazione verranno realizzate in modo plurilingue e pluriculturale nel pieno rispetto delle diversità, elemento di ricchezza e peculiarità di questi luoghi.

Particolare significato assumerà l’uso dello sloveno, anche dal momento che nel 2021 ricorre il ventennale della sua legge nazionale di tutela in Italia. La rete costituita rappresenta un elemento incubatore di nuove progettualità integrate pubbliche-private che potranno innescare processi virtuosi di crescita economica e sociale nonché di valorizzazione ambientale.

La mission, in sintesi, è dunque l'integrazione tra la cultura locale e le attività artistiche lungo la Green Belt, per sostenere la ripresa sociale ed economica post pandemia.

Un lungo elenco di soggetti coinvolti

Lungo l'elenco di tutti i soggetti coinvolti: il Ministero sloveno per i rapporti tra la Repubblica di Slovenia e la comunità nazionale autoctona slovena nei Paesi confinanti e tra la Repubblica di Slovenia e gli sloveni nel mondo, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento, Gect Go, European Green Belt association, Bund für naturschutz deutschland, l'università degli Studi di Udine, la riserva Mab Unesco Alpi Giulie Italiane – Parco prealpi Giulie, le città di Gorizia e di Mestna Ob?ina Nova Gorica, futura capitale europea della cultura 2025, la città di Cividale del Friuli Unesco, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, Riabitare l'Italia, il Forum diseguaglianze e diversità, Aree Fragili, la Rete italiana European Green Belt, ma anche PromoturismoFvg, la Slovenska kulturno gospodarska zveza/Unione Economica Culturale Slovena, Svet slovenskih organizacij – Confederazione organizzazioni slovene, Ente Friuli nel Mondo e l'Assemblea di comunità linguistica friulana.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ikarus, quando si mescolano plurilinguismo, ambiente, economia, sviluppo e cultura

UdineToday è in caricamento