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"Guerra" all'invasione dei piccioni: la nuova ordinanza del Comune

Il provvedimento vieta la somministrazione di cibo da marzo a novembre, obbliga a mantenere puliti gli spazi aperti e prescrive i casi in cui è obbligatorio predisporre dei dissuasori

Limitazioni nella somministrazione di cibo a piccioni e colombi, pulizia e rimozione degli escrementi presenti su davanzali, terrazzi e altri spazi aperti e accessibili, obbligo di posizionamento di dissuasori della nidificazione per gli immobili del centro storico soggetti a interventi di ristrutturazione edilizia o manutenzione straordinaria nonché per tutti gli edifici pubblici e privati particolarmente soggetti allo stazionamento di questi volatili. Sono questi i contenuti principali della nuova ordinanza anti-colombi firmata ieri dal sindaco Honsell, d'intesa con l'assessora comunale con delega ai Servizi veterinari, Cinzia Del Torre.

“La vecchia ordinanza relativa alla proliferazione dei colombi in città andava aggiornata – spiega l'assessora Del Torre –. Da diversi anni l'amministrazione comunale è attiva nella distribuzione sul territorio comunale di mangime anticoncezionale, ma senza la collaborazione dei cittadini queste campagne rischiano di non essere sufficientemente efficaci”. L'atto firmato dal sindaco Honsell in particolare vieta, dal 1° marzo al 30 novembre, di alimentare colombi e piccioni e quindi di gettare al suolo sostanze di scarto e/o avanzi alimentari. Un divieto da cui è escluso solo il mangime anticoncezionale distribuito dagli operatori incaricati dal Comune. Sul territorio comunale sarà obbligatorio inoltre mantenere pulite le aree delle colonie feline e di altri animali, rimuovendo tempestivamente i residui di cibo per evitare che diventino fonte di alimentazione per colombi e ratti.

«Una delle cause primarie della proliferazione di colombi e piccioni – sottolinea Del Torre – è la disponibilità di cibo somministrato senza controllo e in modo sistematico. Senza contare che spesso questi depositi di cibo abbandonato costituiscono anche fonte di attrazione per i ratti». 

“L'insediamento di colonie di colombi può provocare danni al patrimonio artistico e architettonico della città – osserva Del Torre – ma anche creare problemi di tipo igienico-sanitari per l'accumulo di guano”. L'ordinanza, che entrerà in vigore nei prossimi giorni, prevede per i trasgressori una sanzione amministrativa che va da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro.

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