Cronaca

Dove gli altri non sono riusciti: operato a Udine un ragazzo con un grave trauma al volto

L'intervento di eccellenza si è svolto a ottobre: ad operare un giovane kosovaro con una grave anchilosi bilaterale delle articolazioni temporo-mandibolari è stata l'equipe di chirurgia maxillo facciale

Immaginate di essere un ragazzo, un giovane come tanti, con i sogni e le passioni di chi ha ancora tutta la vita davanti ma un limite in più rispetto agli altri. Immaginate di non poter aprire la bocca, se non di pochi millimetri. E quindi di non poter mangiare, né parlare. Di non potervi esprimere come gli altri, di soffrire ogni volta che i muscoli del viso si muovono.

M. è un ragazzo che ha vissuto fino ad oggi in questa condizione, a causa di una anchilosi bilaterale delle articolazioni temporo-mandibolari, grave conseguenza di un trauma subito durante l'infanzia. M. è un ragazzo kosovaro che ha già subito diversi interventi nella sua giovane vita, senza che il suo grave problema fosse risolto. Almeno fino ad ora, qunado finalmente M. ha trovato i suoi angeli custodi: l'equipe di chirurgia maxillofacciale dell'ospedale di Udine.

«Questa è una storia di successo che dimostra come il nostro sistema sanitario riesca ad offrire una qualità di livello internazionale, riuscendo a risolvere casi di estrema complessità. I miei complimenti all’équipe e a tutti quelli che hanno seguito questo caso, un vero esempio di collaborazione tra sistema salute, istituzioni e volontariato». Lo ha dichiarato il Vicepresidente con delega alla Salute Riccardo Riccardi commentando il caso di questo ragazzo.

La storia

Il giovane era già stato plurioperato presso altre strutture, anche italiane, più volte durante l’età infantile per una anchilosi bilaterale delle articolazioni temporo-mandibolari in seguito ad un trauma. Non riesce ad aprire la bocca per cui non mangia, non parla, non socializza.
L’Associazione di volontariato S.O.S. Infanzia nel Mondo onlus e Suor Giuliana, una suora che si è presa cura del ragazzo fin da bambino, attivando un canale umanitario sono però riuscite a ottenere di farlo visitare presso la Chirurgia Maxillo Facciale di Udine, diretta dal professor Massimo Robiony.
Clinicamente si evidenzia una situazione gravissima per cui, a causa dell’anchilosi della mandibola con il basicranio, M. non è in grado di aprire la bocca di neanche pochi millimetri e quindi di alimentarsi normalmente, situazione incompatibile con una vita normale oltre che una situazione pericolosa.
C’è indicazione per un intervento chirurgico, per rimuovere il blocco anchilotico e contemporaneamente ricostruire l’articolazione temporo-mandibolare bilateralmente con due protesi fatta su misura per il paziente.

L'operazione

«A ottobre - riferisce il prof. Robiony - il paziente è riuscito a ottenere il visto per cure mediche e quindi è stato sottoposto al delicato intervento presso la nostra struttura. Vi sono solo 2 centri in Italia, oltre a Udine, in grado di eseguirlo, anche poiché richiede un’organizzazione particolarmente complessa: la progettazione in realtà virtuale dell’intero cranio, l’analisi delle problematiche chirurgiche (prof. Massimo Robiony e dott. Salvatore Sembronio, rispettivamente direttore ed aiuto della Cattedra e Struttura di chirurgia Maxillo facciale di Udine) la dettagliata analisi del caso multidisciplinare con i radiologi interventisti dott. Sponza, direttore di Radiologia interventistica. Ha perfezionato il tutto il primario di Anestesia, dott. Flavio Bassi, che ha eseguito una tracheotomia mini invasiva con fibroendoscopia eseguendo solo una minima perforazione della trachea».
Un lavoro di équipe, un intervento durato 12 ore: rianimazione, sala operatoria, reparti. Ma anche gli uffici amministrativi hanno avuto un ruolo importante, poiché ricordiamo che da e per il Kosovo è necessario un visto non agevole da ottenere, e M. per almeno un anno sarà seguito in follow up dall’équipe di Udine.

Il convegno

Il 7 dicembre prossimo, a Tavagnacco, si parlerà anche del caso di M. nell’importante convegno sui disordini Temporo-Mandibolari, organizzato dall’Università e dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Udine, con la partecipazione di specialisti statunitensi e dei maggiori centri italiani.

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