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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Sequestrati 11 chili di cocaina, giro d'affari di 10 milioni di euro

Individuati traffici di stupefacente in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana, Emila Romagna, Abruzzo, Lazio e Calabria. Arrestate in flagranza di reato 24 persone, 6 i fermi

Un’operazione da 11 chili di cocaina sequestrati, 30 persone arrestate e fermate, 24 denunce, 17 perquisizioni e 46.500 euro di contante recuperato, per un giro d’affari di oltre 10 milioni di euro. I risultati arrivano da una complessa indagine - “Pharo 2011” - , condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Udine sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia del Tribunale di Venezia.  L’attività investigativa, avviata nel mese di gennaio 2011,  è stata orientata alla disarticolazione di un’organizzazione criminale di matrice albanese, dedita al traffico transnazionale di ingenti quantitativi di cocaina, destinati ad essere smerciati nell’intero territorio nazionale, principalmente nel Nord-Est, ma anche al di fuori dell’Italia . 

LA CONCLUSIONE. Il primo aprile è stata data esecuzione, nelle provincie di Padova, Vicenza, Verona, Brescia, Latina, Forlì e Cosenza, da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Udine e dei colleghi dei reparti territorialmente competenti, ai provvedimenti restrittivi e all’esecuzione delle perquisizioni domiciliari in ambito nazionale.  Sono stati così rintracciati i cittadini albanesi P. B., 39enne residente a Villafranca Padovana,  S. E., 27enne anch’egli di Villafranca Padovana e S. A., 37enne residente a Brescia. Nel corso delle perquisizioni si è proceduto anche all’arresto in flagranza di un altro cittadino albanese, il 49enne  K. S. - residente a Roverchiara (VR) - per il possesso di cocaina pronta allo spaccio al dettaglio e a Gambellara (VI), all’arresto del 46enne K. E., che nel tentativo di sottrarsi alla cattura si è fratturato una gamba tentando di fuggire cadendo da un tetto. 

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LA PRIMA FASE DELL’INDAGINE. Nel periodo da gennaio a ottobre 2011, acquisita la notizia dell’esistenza di un possibile sodalizio intenzionato a veicolare la cocaina verso la bassa friulana, - nel territorio riferibile a Latisana -  i militari dell’Arma hanno scoperto un’attività di traffico con spiccate caratteristiche di associazione criminale, cui aderivano a diverso titolo sia cittadini albanesi che cittadini italiani nel territorio veneto, ed in particolare nelle provincie di Padova e Vicenza. 

Nel periodo tra ottobre del 2011 e luglio del 2012, l’attività d’indagine permetteva di individuare  il notevole “giro d’affari” del gruppo che, come realmente accaduto nel corso di una trattativa, assicurava di poter gestire in un dato momento di oltre 400 Kg di  marijuana e di 5 Kg di cocaina. In questo periodo hanno avuto luogo vari interventi, conclusi con il sequestro di stupefacente e con l’arresto di diversi cittadini albanesi, tra questi i più rilevanti:

  • 12 ottobre 2011 - sequestrati a Casarsa della Delizia (PN) 51 grammi di cocaina, una persona di origine albanese arrestata;
  • 11 novembre 2011 – sequestrati a Giulianova (TE) 600 grammi di cocaina, tratte in arresto 5 persone di origine albanese;
  • 25 novembre 2011 – sequestrai a Tivoli (Roma) 1,025 kg di cocaina, tratte in arresto 4 persone di origine albanese;
  • 05 febbraio 2012 – sequestrati a Genova 1,060 kg di cocaina, 2 cittadini albanesi arrestati;
  • 24 aprile 2012 – sequestrati a Tradate (VA) 2,387 kg di cocaina, tratte in arresto 5 persone di origine albanese;
  • 18 luglio 2012 – sequestrati a Erbusco (BS) 53 grammi di cocaina, 1 persona di origine albanese arrestata.

LA SECONDA FASE. Nel periodo da luglio 2012 a gennaio 2013 è emerso il quadro strutturale del sodalizio criminale, capeggiato da due cittadini albanesi residenti in provincia di Padova, che non si limitavano a trafficare quantitativi di stupefacente legati a richieste specifiche per altrettante ben delimitate aree di approvvigionamento e smercio, ma arrivava a gestire in grande autonomia addirittura partite di stupefacente acquisite dal Nord Europa, stoccate in Italia e veicolate verso l’Albania e la Macedonia. Gli ulteriori elementi raccolti  hanno portato a delineare la “rotta” del traffico di cocaina: dapprima contrattata in Albania e Italia, successivamente prelevata in Olanda, trasportata in treno attraverso la Francia fino in Italia dove, a Padova, veniva “tagliata” e ricommercializzata per il mercato italiano, albanese e macedone. Conferma di questo modus operandi l’arresto della sera del 21 dicembre 2012 a Padova di un cittadino albanese, veterano dei corrieri al soldo dell’organizzazione, che al rientro dall’Olanda è stato intercettato con un carico di circa 2 kg di cocaina pura.

LA FINE. La fase finale dell’indagine, organizzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia,  è culminata con l’emissione da parte del gip lagunare Massimo Vicinanza di 6 ordinanze di custodia cautelare e 17 perquisizioni per “associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti”.

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