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Morto in galleria a Tarvisio, avanza l'ipotesi dell'omicidio volontario

Dopo i primi accertamenti medici sul corpo rinvenuto giovedì scorso nella galleria "Leila" emergono particolari indicativi. Biancardi: "Serviranno indagini a tutto campo"

Potrebbe non essere morto per cause naturali l'uomo - che non ha ancora un nome - il cui cadavere mummificato è stato rinvenuto giovedì scorso all'interno di una nicchia nella galleria ferroviaria ''Leila'', poco dopo la stazione di Boscoverde di Tarvisio, andando verso il confine tra Italia e Austria.

Il risultato emerge dai primi esiti degli esami autoptici eseguiti nel pomeriggio di martedì a Tolmezzo dal medico legale Lorenzo Desinan, che parlerebbero di ''schiacciamenti al torace e allo sterno''. Occorreranno, tuttavia, altri accertamenti per stabilire con chiarezza le cause della morte.

Sul caso stanno indagando gli uomini della Squadra Mobile di Udine, mentre in Procura è stato aperto un fascicolo contro ignoti nel quale si ipotizza il reato di omicidio volontario.

Sull'ipotesi di morte violenta il Procuratore Capo di Udine Antonio Biancardi ha confermato che ''serviranno indagini a tutto campo''. Biancardi ha aggiunto anche che ''potrebbe essersi trattato di un incidente'' e in questo caso si aprirebbe un'altra ipotesi, quella di occultamento di cadavere, anche perchè le lesioni non sono compatibili con l'impatto con un treno.

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