Nuove strisce blu, ma le auto continuano a sostare in divieto

Nei giorni scorsi sono stati completati i lavori per creare nuove soste a pagamento in via Ciconi, come da delibera dello scorso 1 luglio. Eppure continuano ad esserci macchine in divieto, parcheggiate fuori dagli stalli

Cittadino avvisato, cittadino non multato.

Parafrasiamo così l'arrivo di nuove strisce blu per parcheggi a pagamento a Udine, visto che la delibera di giunta che le annunciava risale allo scorso primo luglio, e quindi non è proprio una doccia fredda. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati fatti i lavori che hanno fatto sparire una trentina di parcheggi liberi, sostituendo le "amate" linee bianche con quelle blu, in via Teobaldo Ciconi e in piazza Unità d'Italia.

Due piccole isole felici per pendolari e residenti senza abbonamento, per parcheggiare nelle quali da qualche giorno a questa parte sarà necessario il ticket da 60 centesimi all'ora.

Scelta motivata dall'amministrazione con la richiesta dei residenti di avere più rotazione e così la possibilità di sostare vicino casa e con l'esigenza di regolamentare alcuni parcheggi selvaggi, come quelli che i cittadini si erano ormai inventati da anni fermando le proprie auto sul piazza Unità d'Italia, infilandole tra gli ippocastani. Così, anche nell'ex piazza Cadorna, su cui si affaccia l'ex sede dei vigili del fuoco ora della Protezione civile, hanno fatto la loro comparsa le strisce blu disposte in tangenza rispetto alla curva della rotatoria. Particolarmente significativa la decisione di realizzare dei parcheggi regolamentati anche sul lato della piazza davanti al civico 3, proprio a ridosso dell'ingresso condominiale. Oltre alla novità del ticket, dunque, gli automobilisti dovranno d'ora in poi parcheggiare le auto non più a spina di pesce, ma in fila, evitando così brutte uscite in retromarcia sulla piazza causa diverse situazioni di disagio. Novità non gradita da alcuni, che persistono nell'usanza di parcheggiare fuori dalle linee blu in senso perpendicolare a quello previsto. 

Si ricorda, comunque, che al momento questo è un provvedimento sperimentale che avrà validità fino al 31 dicembre e se le valutazioni dovessero risultare positive, dal prossimo anno potrebbe diventare definitivo.

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