Lavoro domestico: in Fvg su 16.500 lavoratori 12.500 sono stranieri

E’ la prima regione per aumento dei lavoratori domestici, l’unica con un incremento degli stranieri

Secondo i dati dell’ Osservatorio sui lavoratori domestici pubblicato dall’Inps nel 2017, i lavoratori domestici contribuenti all’Inps nel 2016 sono stati 866.747, -3% rispetto al 2015. Oltre l’88% sono donne; il 44% viene assunto come badante, il resto come colf. Quasi la metà dei lavoratori domestici ha un’età compresa fra 45 e 59 anni.

La ripartizione regione per regione

Le regioni che registrano il maggior numero di lavoratori domestici – come ha riportato Anna Maria Ermacora, consulente del lavoro - sono la Lombardia (con 157.465 lavoratori, pari al 18%), il Lazio (130.414, pari al 15%), l’Emilia Romagna (77.477 pari al 9%), la Toscana (74.474 pari all’8,6%).
In Friuli Venezia Giulia nel 2016 i lavoratori domestici sono stati 16.500 (di cui 973 maschi e 15.527 femmine), +1,84% rispetto al 2015. Analizzando i dati statistici in base alla nazionalità, dei 16.500 lavoratori domestici in Fvg, 3.991 sono italiani, 12.509 sono stranieri. Rispetto al 2015, il Fvg è la prima regione per aumento del numero dei lavoratori domestici italiani con un +5,1%, mentre il trend nazionale ha segnato un generale +1%. Per quanto riguarda invece i lavoratori domestici stranieri, il FVG è l’unica regione – assieme al Trentino Alto Adige – che registra un aumento delle unità (+ 53, pari a +0,4%), mentre a livello nazionale i lavoratori stranieri sono diminuiti del 4,3%. Quasi la metà dei lavoratori domestici stranieri proviene dall’Europa dell’Est (45%); seguono Filippine (8%) e l’America del Sud (7%).

Stranieri e formazione

“A Udine la terza etnia più numerosa, dopo rumeni e albanesi, è quella ucraina - ha riportato il sindaco di Udine, Furio Honsell aprendo i lavori -. Per lo più donne, che hanno preso il posto dei ghanesi, una volta impiegati in falegnamerie ed acciaierie. Il positivo invecchiamento della popolazione si lega all’urgenza di rispondere ai bisogni di assistenza. Siamo dinanzi a un mutamento demografico mai accaduto finora: quattro generazioni contemporaneamente in vita. A 60 anni accade occuparsi dei genitori anziani e dei nipotini”. Circa la metà degli abitanti delle città del Fvg, inoltre, sono nuclei familiari monocomponente: “A Udine nel 2016 sono nati 800 bambini, di cui la metà da genitori stranieri, su 100mila abitanti. Ma il rapporto corretto e 1000 su 100mila. Le nostre famiglie sono sempre meno numerose, mentre salgono i bisogni di assistenza associati all’invecchiamento”.
Un’assistenza che deve però essere qualificata, come ha sottolineato l’assessore comunale alle politiche sociali Simona Liguori. “Tramite i servizi di prossimità recepiamo l’esigenza di tenere a casa l’anziano, o la persona fragile e malata, non fornendo solo “compagnia”, ma una persona qualificata nella cura della persona. Importante la formazione, da poco sono partiti corsi per badanti che si occupano di malati di tumore”. “In questi anni ne abbiamo formate ben 200, molte anche italiane – afferma Lauretta Serafini, presidente regionale di Federcasalinghe e di Casa del Consumatore, responsabile di Domina Udine -, e tutte al momento sono pienamente occupate”.
Anche l’assessore regionale al Lavoro Loredana Panariti ha incentrato il suo intervento sulla formazione e sulla sicurezza del lavoratore. “Ogni anno quasi tremila persone si rivolgono ai nostri 21 sportelli Si.Con.Te., dove si incontrano domanda ed offerta di badanti, colf e babysitter. Per i due terzi l’esito della consulenza è l’attuazione di un contratto di lavoro domestico, per la cui stipula forniamo assistenza contrattuale”. Il resto si risolve con una migliore conciliazione con il lavoro femminile (congedi, agevolazioni): sono soprattutto le donne, infatti, a farsi carico in famiglie delle cure ai parenti.

Il lavoro sommerso

Ma quanto costa una badante? Circa dai 16mila euro ai 18mila euro l’anno, riporta Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina e presidente Cassacolf, “e se si avviassero politiche defiscalizzanti e deduzioni per contrastare il lavoro nero, si potrebbe far risparmiare alle famiglie anche mille euro l’anno. La nostra associazione diffonde la cultura dell’assunzione per dare dignità a una figura importantissima, poiché le affidiamo i nostri cari e la nostra casa”. Di come ancora si sminuisca questo ruolo lo si deduce anche dalle sanzioni previste per il lavoro domestico irregolare, che vanno dai 100 ai 500 euro, come ha ricordato la consulente del lavoro Anna Maria Ermacora, mentre sul lavoro nero nelle imprese incombono maxi sanzioni.
 
Al convegno, moderato da Marzia Zappetti, sono intervenuti anche Anna Degano, presidente associazione Aspic, Giancarlo Biasoni, presidente regionale Forum delle famiglie, Giovanni Ferrari, presidente nazionale Casa del Consumatore, Francesco Pascolini, presidente regionale Federfarma.

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