Novelli: video rap al Sacrario di Redipuglia, un delitto contro la pietà dei defunti

Per Savino: "Ci vogliono provvedimenti esemplari, arriverà una bella denuncia"

“Uno scempio senza precedenti che non doveva assolutamente accadere”. Così il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli commenta il video girato al Sacrario di Redipuglia del rapper udinese di origini ghanesi Justin Owusu.

L'intervento della magistratura

“Un fatto gravissimo – rileva Novelli – di cui dovrebbe occuparsi la magistratura, in quanto il comportamento di questa persona è integrabile nella fattispecie dei delitti contro la pietà dei defunti. Stiamo parlando di una persona di origini africane che balla e canta sopra le tombe di coloro i quali sono morti per la libertà dello Stato italiano contro l’invasore. Siamo di fronte ad uno scempio senza precedenti”. 
“Ovviamente per il rapper il sacrificio degli oltre 100mila morti non conta nulla, perché il nostro Paese, godendo della libertà conquistata dai suoi caduti, ha accolto i suoi genitori in tempo di pace”. 

L'integrazione 

“E’ naturale – conclude Novelli – che una riflessione sul modello di integrazione vada fatto, anche perché è evidente che la persona in questione parla benissimo l’italiano. Lo Stato italiano deve alzare l’asticella e pretendere che in un percorso scolastico e di integrazione vi sia l’insegnamento della cultura, della storia e delle tradizioni del nostro Paese che, altrimenti, corrono il serio rischio di venire calpestate”.

La denuncia

Dello stesso parere anche Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice regionale di Forza Italia Fvg. “Mi auguro che nei confronti del giovane cantante friulano di origini ghanesi che ha avuto la geniale idea di girare il suo video rap al sacrario di Redipuglia siano presi provvedimenti esemplari. Dove evidentemente non sono arrivate l’educazione e l’istruzione, arriverà una bella denuncia”. Lo dichiara Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice regionale di Forza Italia FVG.

Il rispetto

“Fino a quando non recupereremo il senso della memoria, il rispetto per la nostra storia e l’orgoglio della nostra identità, non riusciremo ad invertire la strada che ci sta portando inesorabilmente verso l’ignoranza, l’omologazione, l’assenza di qualunque valore”, conclude Sandra Savino.

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