Gemellaggio Udine-Venzone nel 650° del ritorno al Friuli della cittadella alpina

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Si sono incontrati al "Caucigh", uno dei più tipici caffè cittadini udinesi, esercizio risalente ai primi del Novecento, nel borgo Gemona la cui contrada, divenendo "stradon" della "Tresemane", prosegue verso nord, verso l'Alto Friuli, verso le Alpi. Società civile mobilitata dal Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic", quasi trentennale cenacolo civista con base a Udine, sotto la presidenza del prof. Alberto Travain, giovedì 14 maggio 2015 ha cordialmente accolto, nel capoluogo friulano, una qualificata rappresentanza dell'Amministrazione comunale di Venzone, invitata a ricevere dal sodalizio un'artistica dedica popolare udinese, opera del noto pittore locale prof. Michele Ugo Galliussi, destinata alla comunità della storica cittadella alpina, sigillo morale di un gemellaggio civico spontaneo tra gente di Udine e cittadinanza di quella località. A rappresentare anche l'apprezzamento dello stesso sindaco di Venzone, sig. Fabio di Bernardo, impossibilitato ad essere presente, sono intervenuti, quindi, l'assessore municipale sig. Franco D'Angelo e i consiglieri comunali sig.ra Egle Benini e sig.ra Danila Pascolo. Presente anche, su cordiale invito del Fogolâr Civic, il consigliere sig. Andrea Canci, del Comune di Gemona del Friuli, antica città rivale di Venzone, a testimonianza di una volontà di superamento di remote ragioni di conflitto - nei secoli passati più volte Venzonesi e Gemonesi ebbero a scontrarsi con le armi in pugno! - e senz'altro a riscontro di un annunciato prossimo analogo gesto di civica fraternità rivolto alla cittadinanza della celebre località "antoniana" a ridosso delle Alpi friulane. Il gemellaggio civico spontaneo Udine-Venzone è stato voluto dal Fogolâr Civic con particolare riferimento al 650° anniversario dell'ingresso stabile della comunità venzonese nel consesso delle città con diritto di voto nel Parlamento dell'antica Patria del Friuli. Da un accenno allo stemma udinese campeggiante da secoli sul palazzo comunale di Venzone, a ricordo del contributo dato dalla capitale friulana alla ricostruzione del locale municipio gravemente danneggiato da un incendio nel 1571, ha preso le mosse, in "marilenghe", il discorso di benvenuto del presidente del Fogolâr Civic, prof. Alberto Travain, che ha sottolineato "il senso e il valore di un'iniziativa civica spontanea tesa a promuovere gemellaggi intraregionali autenticamente richiamanti a una coscienza di territorio travalicante le realtà locali ma necessariamente da esse procedente e radicata in profondità nelle memorie storiche paesane più aggreganti". Travain si è soffermato sul motto "in Aquileia fratres" risaltante nella dedica udinese ai Venzonesi, dedica effigiante l'indimenticato patriarca aquileiese Bertrando di Saint Geniès, patrono civico delle due comunità, nell'atto di reggere i due stemmi cittadini: "'fratelli attraverso la Madre Aquileia', un motto valevole per tutte le genti dell'odierno Friuli Venezia Giulia e dell'intera Mitteleuropa a sud del Danubio, aggregate in modi e tempi diversi dall'ultramillenario Patriarcato aquileiese". Nel ricordare i molteplici legami storici tra Udine e Venzone e la necessità di coltivarne utilmente la memoria nell'attualità, il Presidente del Fogolâr Civic ha richiamato anche certe passate iniziative del sodalizio, tese, sin dal 2002, alla commemorazione dell'epica battaglia di Bragolino ovvero di Braulins, risolutiva della cosiddetta Guerra di Venzone del lontano 1336, che portò, dopo tante vicissitudini, ad un primo reintegro nella "Patria" friulano-aquileiese dell'importante cittadella allo sbocco delle valli alpine. Fu durante una di quelle commemorazioni che, nel 2012, nello splendido duomo venzonese, per la prima volta gli onori ai caduti vennero resi sulle note struggenti del "Cara Patria" verdiano, dedica lirica alla Madre Aquileia, inno naturale della regione tra Alpi e Adriatico di cui da tempo il Fogolâr Civic promuove ufficiale riconoscimento, cantato allora dal valente tenore Gianfranco Savorgnan. Il prof. Travain ha voluto anche rendere debito omaggio alla memoria di grandi venzonesi spesisi in vario modo, nel corso dei secoli, nella difesa del Friuli: dal prode capitano Antonio Bidernuccio, il "Leonida friulano", all'infaticabile intellettuale don Antonio Bellina, "pre Toni Beline", traduttore della Bibbia nella patria "marilenghe". Un legame particolare quello del Fogolâr Civic con la città di Venzone: il presidente Travain ha voluto, a tal proposito, ricordare come proprio nella sala del Consiglio venzonese, sotto la statua del Patriarca Bertrando, nel dicembre 1990, egli stesso, allora ventunenne, presentasse, durante un incontro pubblico, una proposta di attualizzazione del Parlamento della Patria del Friuli in forma di civica assemblea culturale rappresentativa del più vario impegno della società civile regionale, progetto quello, che costituì una tappa fondante nella vicenda quasi trentennale del civismo "fogolarista" friulano. Gli onori di casa alle rappresentanze amministrative convenute dall'Alto Friuli sono poi stati fatti dal consigliere sociale sig. Eugenio Pidutti, portavoce della delegazione udinese e friulana settentrionale del Fogolâr Civic, il cosiddetto "IV Quintiere". E il sig. Pidutti, instancabile promotore e attivista del volontariato sociale cittadino, ha voluto condividere con gli ospiti la sua personale preoccupazione per il diffuso e progressivo degradare, tra le giovani generazioni, di una vera passione tesa ad un impegno associazionistico e civile. È intervenuto, a seguire, il geom. Sergio Bertini, professionista udinese mobilitato a suo tempo sul campo della ricostruzione del Friuli post terremoto del 1976, oggi primo consigliere del "quintiere" orientale locale e regionale del Fogolâr Civic oltreché presidente provinciale dell'Istituto del Nastro Azzurro tra Combattenti Decorati al Valor Militare. Al di là della piacevolezza di ricordare di essere stato compagno e capo classe di due futuri sindaci "vençonàs", il geom. Bertini ha voluto rievocare la tragica esperienza del sisma del '76 definendo Venzone come "il capolavoro della Ricostruzione friulana". Un indirizzo di saluto e una benedizione sono poi venuti da don Tarcisio Bordignon, popolarissimo e benemerito esponente del clero cittadino udinese, che ha sottolineato la vitale importanza di un proficuo attivismo sociale plaudendo quindi convintamente all'iniziativa del Fogolâr Civic. Attestazioni di partecipazione sincera all'evento civico gemellare sono anche pervenute dalla presidenza del Club Unesco di Udine, affidata alla prof.ssa Renata Capria D'Aronco, e dal direttivo del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", presieduto dal prof. Alberto Travain. A tali dimostrazioni ha dato riscontro, quindi, l'assessore venzonese D'Angelo il quale, apprezzando con meraviglia un uso fluente della lingua friulana in una Udine che, a suo dire, sembrava averla dimenticata o per lo meno surclassata - seguita ampiamente, ha ribattuto Travain, da parte non infima di territorio! - , ha ringraziato senz'altro per l'accoglienza e per i sentimenti associati alla preziosa dedica grafica del Galliussi, con il condiviso riferimento al Patriarca Bertrando, mito accomunante le due città attorno alla figura di quello che fu veramente un autentico "inemorât di Vençon". L'assessore, con referati al commercio, alle attività produttive, al turismo e allo sport, ha enumerato, dunque, le molte iniziative in atto per valorizzare la storica cittadella, iniziative procedenti ovvero mobilitanti la stessa Amministrazione comunale, rinnovando così l'interesse già vivo delle rappresentanze e degli esponenti sociali convenuti per la bella località friulana. Molto gradito anche l'intervento del giovane consigliere gemonese Canci, che ha ribadito la necessità di un maggior impegno sociale e civile innanzitutto tra le nuove generazioni. Al pittore prof. Michele Ugo Galliussi, il compito, poi, degli ultimi cenni artistici prima della consegna ufficiale della dedica udinese alla cittadinanza di Venzone, seguita da immancabile brindisi popolare. A chiusura dell'incontro, gli ospiti istituzionali dell'Alto Friuli hanno partecipato al "Censimento Popolare dei Mali Contemporanei per una Costituzione friulana dei valori locali e universali", consultazione sociale promossa dal Fogolâr Civic nei locali del centro storico udinese. Gli Amministratori di Gemona e Venzone hanno, quindi, compilato e imbucato l'apposita scheda di rilevazione nell'artistica urna turrita, anch'essa opera del Galliussi, ispirata al campanile di San Cristoforo, antico simbolo del rione urbano affacciato alle Alpi del Friuli settentrionale: urna pellegrina, volante, reduce di già bimestrale servizio presso altri locali storici del "quintiere", idealmente dedicata a quanti da secoli giungono in città da nord. Presenti tra le delegazioni sociali anche il cancelliere del Fogolâr Civic, sig.ra Jole Deana, i consiglieri sig.ra Marisa Celotti, dott. Carlo Alberto Lenoci, dott.ssa Maria Luisa Ranzato, tenore Gianfranco Savorgnan, e, per il gruppo sostenitori, la maestra Manuela Bondio, la prof.ssa Anna Buliani Gozzi nonché le signore Mirella Valzacchi e Gianna Zuccolo.

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