Cronaca

L'80% dei consulenti di Poste Italiane in Fvg si dice stressato: i risultati dell'indagine

Un'inchiesta dei sindacati mette in luce anche un preoccupante incremento nell'uso di farmaci cardiologici

Sono stati presentati anche in Fvg i dati dell’indagine Slc-Cgil: l’80% degli intervistati lamenta stress e ritmi di lavoro troppo elevati

Lavorano oltre 40 ore settimanali, a fronte di un orario contrattuale di 36, e sono sottoposti a ritmi stressanti, con conseguenze significative sulle proprie condizione di salute, tanto che accusano in media quasi 3 patologie riconducibili al lavoro. Nonostante ciò, le denunce di malattie professionali è pressoché inesistente (1%), mentre il 33% afferma di essere stato vittima di un infortunio.

Questo il quadro generale che emerge dall’indagine sulle condizioni di lavoro e di salute degli 8.000 consulenti finanziari di Poste italiane, promossa dalla Slc, il sindacato Cgil dei lavoratori della comunicazione, dal patronato Inca e dalla Fondazione Di Vittorio. Ricerca che ha interessato un ampio campione di lavoratori in Friuli Venezia Giulia, dove sono circa 200 i dipendenti del gruppo impegnati con queste mansioni, con una forte presenza di donne e un’età prevalentemente medio-alta.

I dati

«I risultati – spiega la coordinatrice regionale Slc-Cgil Mirella Iacone – evidenziano come principali criticità una forte incidenza di patologie muscolo-scheletriche, dovute alla scarsa ergonomicità delle postazioni di lavoro, e una situazione diffusa di stress legato alle pressioni commerciali dell’azienda». Più nel dettaglio, un’ampia maggioranza degli intervistati lamenta di svolgere il proprio lavoro con scadenze rigide e strette (72%), a ritmi elevati (82%) e con un notevole impegno cognitivo (85%). Si tratta di valori molto elevati, che crescono anche fino al 90% tra quanti affermano di svolgere parte del proprio lavoro al di fuori dell’orario previsto. Il 53,5% degli intervistati, inoltre, dichiara di non poter mai scegliere o cambiare i metodi di lavoro e il 26,5% afferma di non poter gestire le pause o i turni in base alle proprie esigenze.

Violenza sul lavoro

Un contesto difficile che si traduce anche su un altro fenomeno che è quello della violenza. Complessivamente, infatti, il 47% del campione dichiara di aver subito violenza nell’ultimo anno. Nella stragrande maggioranza dei casi si è trattato di sola violenza verbale, mentre sono molto rari, fortunatamente, i casi di violenza fisica. La gerarchia aziendale, in ogni caso, è un fattore decisivo nel determinare i casi di violenza: nella metà dei casi le condotte violente sono infatti attribuite a un superiore, mentre sono meno diffuse quelle riferite ai clienti (38%). Altro fattore di stress da non sottovalutare il rischio di rapine: a livello nazionale, infatti, più di un intervistato su 5 (il 21%) afferma di averne subito almeno una nel corso della carriera.

Le patologie

In generale per la maggioranza dei consulenti di Poste Italiane (il 59%) il lavoro ha impatti negativi sulla condizione di salute, riconducibili a fattori organizzativi (pressioni, ansia, stress) o fisici (problemi alla schiena, alla vista, di postura). Tutto questo, però, genera solo casi limitati di assenze per malattie professionali (1% degli intervistati). Se le patologie più diffuse riguardano gli occhi (58% degli intervistati) o l’apparato muscolo-scheletrico (41%), stress, turni pesanti, carenza di personale e difficoltà di conciliazione tra vita privata e lavoro causano un incremento di patologie più gravi e non professionali: a testimoniarlo un ricorso sempre più frequente a farmaci cardiologici, i più diffusi (33%) tra gli intervistati che fanno ricorso a medicinali, seguiti da farmaci a base di ormoni (21%) e dagli psicofarmaci (15%). A confermare la stretta correlazione tra lavoro e patologie sofferte c'è un altro dato: una quota importante dei lavoratori contattati afferma che dopo un periodo di riposo dal lavoro i sintomi scompaiono. 

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