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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Cantieri in città: cosa fanno la soprintendenza e il comune?

I dubbi sollevati da Alberto Travain del Fogolar Civic

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Al di là delle polemiche sull'opportunità o meno dei lavori, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" si chiede se vi sia un'adeguata sorveglianza da parte della Soprintendenza nei cantieri attivi in città, da quello, contestatissimo, di Piazza Primo Maggio, ad esempio, a quello attiguo al parcheggio Magrini, aree entrambe di possibile interesse storico, l'una sulle rive dell'antico lago che leggenda vuole creato da Attila, l'altro a ridosso della quarta cinta muraria con cui il patriarca medievale aquileiese Bertrando protesse i prediletti suburbi di Poscolle e Grazzano.

L'interrogativo, legittimo anche se apparentemte impertinente, non è peregrino ed andrebbe esteso, anzi, senz'altro a mille altre situazioni. "Per quanto riguarda il cantiere di Piazza Primo Maggio, naturalmente chiuso alla vista del passante, controlleremo, per quanto possibile, dal colle del Castello" afferma il presidente del Fogolâr Civic, prof. Alberto Travain. "Ma in mille altri casi? Nulla s'è trovato nelle 'voragini' create in anni recenti tra le Via Baldissera e Zorutti? Nulla si trova nelle voragini che si affacciano sulle Vie Bassi e Micesio? Paradigmatico il fatto dei cantieri edilizi attivati nell'ultimo decennio in borgo San Pietro, tra Sant'Osvaldo e Gervasutta, zona segnalata da almeno un secolo come potenziale area d'interesse archeologico quanto meno d'epoca romana, di cui non pare la Soprintendenza o le istituzioni locali preposte abbiano dato riscontri attinenti alle aspettative in seguito ai lavori realizzati.

Va bene così? È normale così? Chi non ricorda le vergognose dichiarazioni delle autorità e degli esperti mobilitati durante i lavori del parcheggio di Piazza Venerio, ostinati nel dichiarare lo scarso valore dei reperti rivenuti, poi utilizzati per allestire una mostra che fu segnalata come una delle più significative di ceramica rinascimentale del Nord Italia? È vero che c'è bisogno di lavorare anche nel campo dell'edilizia, ma esistono i debiti controlli, i debiti presidi a garanzia della tutela del nostro patrimonio storico e culturale? Ancora un appello alla mobilitazione, per quanto possibile, della cittadinanza e del suo senso civico?

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