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Base jumper volato nel vuoto: chi era e cosa è successo

Si tratta di Matt Munting, esperto e apprezzatissimo base jumper di 35 anni che aveva all'attivo oltre 400 salti in tutto il mondo. Al vaglio le cause dell'incidente

Matt Munting era un esperto base jumper di 35 anni, australiano: è lui l'atleta che ieri si è lanciato dal Monte Cimone sbagliando salto e non sopravvivendo all'impatto. Le operazioni di recupero del corpo, ricominciate questa mattina, si erano interrotte ieri a causa del maltempo: il Soccorso alpino si era messo a disposizione dell'elicottero della Protezione civile e il corpo era stato avvistato in un canale tra il Cimone e il Jôf di Goliz. 

Il 35enne australiano, esperto atleta con all'attivo più di 400 salti con la tuta alare, ha dedicato moltissimo tempo e dedizione al perfezionamento del base jumping e, per questo, si sta cercando di capire cosa possa essere andato storto nel volo di ieri dalla vetta del Monte Cimone. 

Marco Milanese, il friulano volante

L'incidente

"Nonostante tutte le informazioni fornite, Matt ha sbagliato il punto da cui saltare. Non c'era abbastanza "verticale" per iniziare a volare e quindi ha impattato sotto l'"exit", come viene chiamato". A raccontare come si sono svolti i tragici fatti è proprio Marco Milanese, collega e amico di Matt ed esperto base jumper friulano. "Lui e la moglie hanno dormito sul bivacco, poi lui è salito mentre lei lo aspettava sul piano del Montasio. Non vedendolo arrivare mi ha chiamato e io ho allertato i soccorsi". La voce di Marco è cupa. L'incidente ha privato il mondo dei base jumping di uno dei suoi più attivi e conosciuti rappresentanti, che insieme al compagno di attività Nicholas Scarlino si era fatto conoscere per la grande abilità messa in campo nella pratica di questo sport. Matt Munting aveva all'attivo anche oltre 3mila lanci con il paracadute e nell'ambiente era conosciuto per il suo approccio umile e sempre sorridente alla vita.

Una foto dal profilo Instagram di Matt Munting

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L'intervento di recupero

Le operazioni di recupero della salma si sono concluse poco dopo le 11.30 di questa mattina. Alle prime luci è decollato l'elicottero della Protezione Civile con a bordo quattro soccorritori, due della stazione di Moggio Udinese del Soccorso Alpino e due della Guardia di Finanza di Sella Nevea. I tecnici sono stati sbarcati in quota e si sono portati sulla linea verticale del punto in cui ieri c'era stato l'avvistamento di un presumibile paracadute all'interno di uno stretto canale, lungo cui i praticanti questa attività si lanciano. Per raggiungere il punto i quattro soccorritori si sono legati con la corda e hanno affrontato prima un traverso su una cengia detritica esposta e poi tre calate in corda doppia nel vuoto fino a toccare il fondo del canale sassoso nel quale c'era il paracadutista, coperto dal suo paracadute. La quota del ritrovamento è di 2050 metri, quindi circa trecento metri più sotto della cima del Monte Cimone, sotto la quale si presume si sia lanciato lo sportivo. La salma è stata recuperata dal canale con una delicatissima manovra del pilota dell'Elifriulia che ha usato il gancio baricentrico per una lunghezza di oltre settanta metri. I soccorritori si sono spostati poi autonomamente per un tratto a piedi fino a effettuare altre due calate in corda doppia per raggiungere una sporgenza dalla quale sono poi stati recuperati dallo stesso elicottero dell'Elifriulia con una manovra di hovering.
 

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